Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Asia: Corea del Sud. Domani Hillary Clinton e Robert Gates in visita di Stato nella zona demilitarizzata. Il Ministro della difesa Usa Robert Gates ha annunciato oggi che domani visiterà la zona demilitarizzata tra le due Coree insieme al Segretario di Stato Hillary Clinton.I due rappresentanti di Washington incontreranno, insieme ai loro omologhi di Seul,

Asia: Corea del Sud. Domani Hillary Clinton e Robert Gates in visita di Stato nella zona demilitarizzata. Il Ministro della difesa Usa Robert Gates ha annunciato oggi che domani visiterà la zona demilitarizzata tra le due Coree insieme al Segretario di Stato Hillary Clinton.

I due rappresentanti di Washington incontreranno, insieme ai loro omologhi di Seul, le truppe sudcoreane e statunitensi che presidiano il confine con la zona demilitarizzata. E’ la prima volta che si svolge una visita di questo tipo ed è chiaro che si tratta di un segnale nei confronti della Corea del Nord.

La tensione tra Seul e Pyongyang rimane infatti alta dopo l’affondamento della corvetta Cheonan dello scorso marzo, di cui è stato accusato il regime nordcoreano.

Dalla fine della guerra civile nel 1953, gli Stati Uniti non hanno mai cessato di appoggiare militarmente la Corea del Sud; attualmente il contingente Usa di stanza in territorio sudcoreano ammonta a 28.500 soldati.

Americhe: Stati Uniti. Presto ulteriore liberalizzazione della marijuana in California. Lo ha deliberato il consiglio comunale di Oakland, in California. A breve saranno rilasciate le licenze per i quattro principali impianti che producono marijuana e suoi derivati. Oltre alla marijuana per scopi medici, potranno essere prodotti e messi in commercio vari prodotti a base di cannabis come lozioni per il corpo o dolci da forno.

Secondo i sostenitori, la liberalizzazione permetterà di creare un sistema regolato e responsabile in grado di tutelare la salute dei cittadini nonché di creare reddito e posti di lavoro. Attualmente la California permette l’utilizzo di marijuana per scopi medici, che viene venduta in appositi dispensari.

A novembre è previsto un ballottaggio per decidere se autorizzarne anche il consumo per piacere personale. La liberalizzazione della produzione e del commercio di cannabis dovrebbe dare una consistente boccata di ossigeno alle amministrazioni locali, già in difficoltà per drastici tagli al bilancio.

Si stima che le tasse sui dispensari per scopi medici, votate lo scorso anno, porteranno nelle casse di Oakland la bellezza di 1,5 milioni di dollari. Si prevede che le tasse sugli impianti di lavorazione della marijuana potranno essere molto più alte.

Tuttavia, i piccoli coltivatori di cannabis non sono d’accordo con il progetto, perché affermano che porterebbe a un “Mac-Donaldizzazione” del settore, concentrando produzione e vendita nelle mani di poche grandi aziende e facendo fallire i piccoli produttori.

Medio Oriente, Ayman al-Zawahiri contro i leader arabi: “Si sono arresi a Stati Uniti e Israele”
Il numero due di Al Qaida Ayman al-Zawahiri ha inveito con parole di fuoco contro i capi di Stato che, nel corso di un summit della Lega Araba tenutosi a Sirte (in Libia) lo scorso aprile, avevano annunciato il loro appoggio ai colloqui di pace tra Israele e Palestina.

“Gli arabi si sono riuniti a Sirte e se ne sono usciti con quella che chiamano una strategica scelta di pace.” Ha affermato al-Zawahiri. “Quale strategica scelta di pace, quando stanno mandando un messaggio di resa ad Israele che dice Abbiamo mollato, fate ciò che volete in Palestina?

L’invettiva è stata diffusa con un messaggio audio caricato su un sito web islamista da al-Sahab, il settore di Al Qaida che si occupa di media e comunicazione. Nel corso del messaggio, al-Zawahiri ha accusato i leader arabi di cospirare insieme a Israele e Stati Uniti e ha criticato l’Egitto per la barriera posta al confine con la striscia di Gaza.

Il numero due di Al Qaida non poteva esprimersi diversamente. Se il processo di pace in Palestina dovesse, un giorno, avere successo il terrorismo islamista perderebbe uno dei suoi cavalli di battaglia. Al Qaida ha, infatti, sempre voluto presentarsi come il vero difensore dei popoli musulmani oppressi, spesso in contrasto con regimi arabi come l’Egitto, più volte accusati di essere troppo moderati o supini al volere di Washington e Tel Aviv.

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