Berlusconi, la Bindi e l’Università telematica

La notizia è di quelle che non fanno più scalpore. Al massimo può suscitare qualche sorrisetto sarcastico, dinanzi all’incredibile perserveranza del Premier nell’attaccare i propri avversari sempre con gli stessi toni e sempre sugli stessi (beceri) argomenti.Sembrerebbe quasi che ci sia un preciso intento pedagogico dietro tali ormai consueti interventi del Presidente del Consiglio: quello

La notizia è di quelle che non fanno più scalpore. Al massimo può suscitare qualche sorrisetto sarcastico, dinanzi all’incredibile perserveranza del Premier nell’attaccare i propri avversari sempre con gli stessi toni e sempre sugli stessi (beceri) argomenti.

Sembrerebbe quasi che ci sia un preciso intento pedagogico dietro tali ormai consueti interventi del Presidente del Consiglio: quello di legittimare il dileggio del brutto, del diverso e del debole, sdoganando ovunque (compresi i più alti contesti istituzionali) la battuta facile e volgare, il gesto eclatante e trasgressivo. Gli italiani paiono essersi abituati a tutto questo. A qualcuno piace anche tale sfrontatezza che ricorda altri tempi, mai dimenticati. A ben vedere, non c’è nulla di veramente nuovo sotto il sole.

La notizia è la seguente. Berlusconi, in visita all’Università telematica E-Campus di Novedrate (in provincia di Como), dinanzi ad un gruppo di neo-laureate, ha proferito le seguenti parole: “Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi…”. Immediata la replica della Bindi che ha parlato di “logora ripetitività delle volgarità” del Premier. Come dicevo, nulla di nuovo sotto il sole. La vicenda, tuttavia, può costitutire un utile spunto di approfondimento di un’altra questione. Cos’è esattamente la E-Campus di Novedrate?

Si tratta di un’Università telematica che ha sede operativa, come si legge nel sito internet dell’Ateneo, “presso l’ex centro IBM di Novedrate (CO), in un campus immerso nel tranquillo verde della Brianza con 270 camere e in un insieme di spazi e luoghi di interesse a disposizione degli studenti, dei professori e degli ospiti italiani e stranieri per gli esami e le attività di arricchimento curriculare quali corsi intensivi, seminari e convegni”.

Il campus è stato disegnato dall’architetto Bruno Morassutti ed è collocato in un complesso di avanguardia architettonica, composto da 12 torri comunicanti a vari livelli e dotato di un parco di oltre 10 ettari, completo di percorsi verdi e attrezzature sportive.

La struttura è molto accattivante, benché si tratti comunque di un Ateneo telematico e l’attività didattica si svolga a distanza (l’esame finale di ogni materia, secondo quanto prevede l’art. 29 del Regolamento didattico d’Ateneo, richiede comunque l’incontro effettivo dello studente e del docente).

Il dato forse più interessante però non emerge dalle indicazioni e dal bel videoclip presenti nel sito. Cercando l’organico attivo nell’Università telematica E-Campus (sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca), si scopre che il corpo docente delle cinque facoltà che compongono l’Ateneo (Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Psicologia) è costituito per la quasi totalità da ricercatori a tempo determinato.

Più precisamente, su cinquantasei docenti ben cinquantadue sono ricercatori a tempo determinato, uno è un ricercatore a tempo indeterminato ma non ancora confermato e i restanti tre sono professori ordinari a tempo determinato.

Il dato fa molto riflettere, considerando, oltretutto, che il ricercatore, in ossequio al proprio nome, dovrebbe ricercare e occuparsi marginalmente di attività didattiche integrative. Qui siamo di fronte ad un Ateneo retto quasi esclusivamente da giovani precari che fanno un lavoro diverso da quello che dovrebbero fare. Al di là delle battute c’è da chiedersi se sia questa l’Università che ha in mente il nostro Presidente del Consiglio.

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