Nel Frusinate trovato il cadavere di Samanta Fava murato nella casa dell’ex compagno

L’uomo aveva detto di averla gettata nel fiume Liri, invece l’aveva nascosta in una nicchia artigianale.

La Procura di Cassino ha confermato di aver ritrovato oggi il corpo di Samanta Fava, la 35enne di Sora che era scomparsa un anno e mezzo fa. La donna, separata e madre di una bambina, era sparita nel nulla senza farsi più sentire stranamente nemmeno dalla figlioletta cui di solito telefonava quando erano lontane.

Dopo mesi si ricerche vane, un uomo aveva confessato di averla gettata nel fiume Liri dopo che lei si era sentita male e lui, andato nel panico, non aveva trovato altra soluzione. I sommozzatori dei vigili del fuoco aveva scandagliato a metà maggio scorso le acque del fiume nella sona della Diga di Val Francesca, alla periferia sud di Sora, senza trovare nulla. E non avrebbero di certo potuto recuperare il cadavere visto che, contrariamente a quanto aveva detto, l’uomo, un operaio edile 42enne con il quale a quanto pare Samanta aveva avuto una relazione, aveva nascosto il cadavere in una nicchia artigianale nella sua casa a Fontechiari. Lui aveva detto di conoscerla poco e di frequentarla saltuariamente, ma evidentemente non era così.

Il cadavere è stato ritrovato grazie all’applicazione di tecniche investigative ad hoc e ora l’uomo è accusato di omicidio e occultamento di cadavere e ora sta tornando da una vacanza che era andato a fare fuori dal Lazio.
Nella Procura di Cassino, dopo il ritrovamento del corpo, è stato avviato un vertice tra i Procuratore Capo Mario Mergone, il titolare dell’indagine Alfredo Mattei e l’avvocato difensore dell’indagato.

La conferma che si tratta proprio di Samanta Fava è stata data anche nel corso della trasmissione tv di Raitre Chi l’ha visto? che da tempo si occupava del caso della sua sparizione.

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