Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Aggiornamento: Afghanistan – tre militari italiani feriti in uno scontro a fuoco avvenuto alle 11 ora locale. Lo rivelano fonti della Difesa. Lo scontro è avvenuto nell’ovest del Paese, mentre i militari italiani stavano svolgendo un’attività di supporto delle forze di sicurezza afghane. Le condizioni di uno dei tre feriti sono definite gravi, con lesioni

Aggiornamento: Afghanistan – tre militari italiani feriti in uno scontro a fuoco avvenuto alle 11 ora locale. Lo rivelano fonti della Difesa. Lo scontro è avvenuto nell’ovest del Paese, mentre i militari italiani stavano svolgendo un’attività di supporto delle forze di sicurezza afghane. Le condizioni di uno dei tre feriti sono definite gravi, con lesioni a una spalla e a un polmone. Un secondo militare ha riportato ferite serie all’inguine, mentre il terzo non sarebbe in gravi condizioni

Nazioni Unite: nasce il difensore civico per i sospettati di terrorismo. Sei stato inserito nella lista nera del Consiglio di sicurezza perché sospettato di essere legato ad Al Qaida o ai Talebani, ma ritieni di essere innocente? Niente paura, da oggi potrai appellarti a un funzionario dell’ONU che esaminerà il tuo caso.

L’incarico sarà svolto da Kimberly Prost, un ex procuratore canadese che, dal 2006, ha ricoperto il ruolo di giudice del Tribunale penale internazionale per le questioni relative alla ex Jugoslavia. La Prost assumerà il ruolo di “difensore civico”: in pratica si occuperà di rivedere i casi delle persone od organizzazioni che si rivolgeranno al suo ufficio. Qualora dovessero risultare ingiustamente inserite nella lista nera, il comitato responsabile delle sanzioni (composto da membri del Consiglio di Sicurezza) provvederà a rimuoverle dall’elenco.

La lista era stata istituita nel 1999, dopo gli attentati di Al Qaida a diverse ambasciate statunitensi nell’Africa orientale. Le persone inserite devono sottostare a misure cautelative, quali il congelamento dei propri beni e restrizioni negli spostamenti internazionali.

La nuova figura prevista dall’ONU riporta in una cornice di legalità i metodi con cui la “guerra al terrore” è stata, fino ad oggi, condotta e restituisce alle persone incriminate una cosuccia da nulla come la presunzione di innocenza, un concetto basilare in tutte le legislazioni democratiche.

I tempi, tuttavia, sono un po’ sospetti. Il nuovo ufficio apre i battenti in concomitanza con la richiesta inoltrata al Consiglio di Sicurezza dal Presidente afghano Hamid Karzai per rimuovere dieci persone dalla lista nera.

Secondo fonti diplomatiche, Karzai vorrebbe in realtà che le persone “riabilitate” fossero molte di più. La vulgata ufficiale vuole che sia un disegno di riconciliazione nazionale per pacificare il Paese dopo una guerra che dura ormai da quasi dieci anni.

Non è però un mistero che il Presidente afghano cerchi di puntellare il suo fragile potere cercando l’appoggio di alcuni settori dei Talebani disposti a scendere a patti con l’autorità centrale.

L’apertura del nuovo ufficio e le nuove opportunità concesse ai sospettati di terrorismo sono forse parte di un semplice calcolo politico e di un cambio di strategia nel grande gioco per il controllo dell’Afghanistan e della regione circostante.

Americhe, possibili piattaforme petrolifere al largo di Cuba. Per gli Stati Uniti la festa rischia di guastarsi. Ieri la BP ha annunciato di essere riuscita, per la prima volta dopo mesi, ad arrestare la fuoriuscita di greggio sui fondali del Golfo del Messico. Tuttavia, un nuovo fattore di rischio potrebbe a breve aprirsi al largo della Florida.

La compagnia petrolifera spagnola Repsol, in consorzio con la norvegese Statoil, sta infatti esplorando i fondali al largo della costa settentrionale dell’isola caraibica. La Repsol aveva già effettuato prime trivellazioni al largo di Cuba nel 2004 e riferisce di aver avuto“risultati incoraggianti”.

Secondo fonti statunitensi l’area sarebbe ricca di risorse naturali per una quantità stimata in circa 4.6 milioni di barili di petrolio. Un’ottima occasione per l’Havana, che da anni vede la propria economia soffocata dall’embargo USA e dalle proprie difficoltà interne.

Tuttavia, i nuovi progetti di estrazione petrolifera offshore rischiano di aprire una crisi con gli Stati Uniti, già alle prese con la marea nera causata dall’incidente della piattaforma Deepwater Horizon. Le acque territoriali cubane distano appena 45 km dall’arcipelago delle isole Key, in Florida; comprensibile che la notizia abbia destato un certo allarme.

Il Senatore della Florida Bill Nelson ha infatti chiesto a Obama di “proibire al regime cubano di iniziare ulteriori trivellazioni”. Al momento non si conoscono ancora le intenzioni dell’Amministrazione USA, ma è facile prevedere che Cuba non gradirà una simile intromissione di Washington nei propri affari interni.