Emma Bonino, chi è il Ministro degli Esteri

Storica leader dei radicali, già in corsa per il Quirinale

di guido

La figura più nota del nuovo governo è senza dubbio Emma Bonino, che arriva così a ricoprire l’incarico più prestigioso della sua carriera. La sua è una di quelle nomine che mettono d’accordo tutti o quasi, trasversalmente ai partiti, con una strizzata d’occhio anche a chi guarda con sospetto la politica.

Nata a Bra nel 1948, si laurea alla Bocconi con una tesi su Malcolm X, e nel 1975 inizia la sua attività politica in modo decisamente insolito: abortisce illegalmente e si va a costituire, scontando tre settimane di carcere. L’anno successivo il Partito Radicale, cavalcando la campagna referendaria per rendere legale l’aborto, si presenta alle elezioni ed Emma Bonino viene eletta alla Camera: occuperà il seggio quasi ininterrottamente fino al 1994, alternando la presenza nel Parlamento italiano con quella in Europa.

Numerosissime negli anni le sue battaglie: non solo quella per l’aborto, sicuramente la più nota, ma anche contro la fame nel mondo e le dittature, tutte al fianco di Marco Pannella. Nel 1994 il Partito Radicale si allea con Forza Italia e Bonino ritorna in Parlamento nelle fila del centrodestra, e nel gennaio 1995 Berlusconi indica lei e Mario Monti come commissari europei. Bonino ricoprirà il ruolo durante la presidenza Santer fino al 1999, occupandosi di aiuti umanitari e tutela dei consumatori.

Nel 1999 il Partito Radicale lancia una campagna per sponsorizzare la candidatura di Emma Bonino al Quirinale: i grandi elettori non la prendono seriamente in considerazione, ma la campagna vale ai Radicali un risultato record nelle elezioni europee di quell’anno, l’8,5%. Dal 2001 si dedica al Medio Oriente, conducendo una battaglia contro le mutilazioni genitali femminili.

Nel 2006 i Radicali si alleano con l’Ulivo e Bonino ritorna in Parlamento. Si autocandida ministro della Difesa, sfidando Clemente Mastella che ambiva a quel posto. Per evitare rotture nella maggioranza, Romano Prodi si trova nella condizione di non poter dare il ministero a nessuno dei due, così Bonino viene dirottata al Commercio con gli Esteri e le Politiche Europee e Mastella alla Giustizia. Nel 2008 viene eletta al Senato, apparentata alle liste Pd ed è vicepresidente di Palazzo Madama.

Nel 2010 si candida a Presidente della Regione Lazio, ricevendo l’appoggio del Pd a corto di candidati. Viene sconfitta da Renata Polverini, e il centrosinistra la accusa di non aver condotto una campagna elettorale efficace, lei replica accusando il Pd di averla fatta perdere per rafforzare i finiani (come la Polverini) del Pdl. La polemica sancisce così l’inizio della rottura tra Radicali e Pd.

Nel 2013 è si fa di nuovo il suo nome per il Quirinale, sostenuta dai sondaggi e anche dalle Quirinarie del Movimento 5 Stelle.

Foto © Getty Images

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