P3: gli intrighi, “Cesare” Berlusconi, l’ombra delle elezioni anticipate e il PD che non c’è

Una settimana intensa quella che si avvia alla conclusione: lo scandalo P3 e l’inchiesta Insider della procura di Roma hanno scoperchiato un calderone di affarismi, clientele, corruttele, dossieraggi e inguacchi imbarazzante persino per un partito come il PdL, che di certo, al contrario di quanto spiega Maurizio Lupi oggi a Repubblica“Ma quale questione morale. La

Una settimana intensa quella che si avvia alla conclusione: lo scandalo P3 e l’inchiesta Insider della procura di Roma hanno scoperchiato un calderone di affarismi, clientele, corruttele, dossieraggi e inguacchi imbarazzante persino per un partito come il PdL, che di certo, al contrario di quanto spiega Maurizio Lupi oggi a Repubblica

“Ma quale questione morale. La moralità è nel dna del PdL. Su questo tema non prendiamo lezioni”

con un certo modo disinvolto di gestire il potere e il mandato degli elettori ha sempre avuto confidenza, fin dalle origini nel 1994…

Vediamo di fare l’ennesimo punto della situazione alla luce delle dimissioni di ieri di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia – e sono tre: Scajola, Brancher e Cosentino – perché, ma sono le solite indiscrezioni che una volta uscite mai si verificano, si inizia a parlare con una certa insistenza di elezioni anticipate, magari a primavera 2011.

Per prima cosa, riassumiamo i fatti: l’indagine della procura di Roma ha cinque indagati eccellenti, tra loro ci sono i famosi “pensionati sfigati”, definiti così dall’attuale premier Silvio Berlusconi. Secondo l’inchiesta

il deputato e coordinatore del Popolo della libertà Denis Verdini, «sodale » dell’imprenditore-faccendiere Flavio Carboni, dell’ex assessore socialista al Comune di Napoli Arcangelo Martino e del geometra ed ex giudice tributario Pasquale Lombardi, unico incensurato del trio finito in carcere l’altra mattina per violazione della legge anti-P2.

I “pensionati sfigati” del gruppo, per usare un linguaggio degno del tycoon di Arcore sono Carboni, Martino e Lombardi. Che cosa facevano di male? Secondo le indagini costituivano – con Denis Verdini a fare da sponda, coordinatore nazionale del PdL

«un’associazione per delinquere volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale»

Le riunioni della cricca non si sarebbero tenute in una bocciofila, bensì nell’abitazione romana di Denis Verdini: incontri volti a manipolare la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano: gli andò male, così a naso. Ma secondo l’indagine ci provarono, e le amicizie dei pensionati erano abbastanza influenti, se con loro si trovavano durante queste riunioni personaggi del calibro di Marcello dell’Utri, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e anche il capo degli ispettori del Ministero della Giustizia Arcibaldo Miller.

E già qui: ci sarebbe abbastanza, ma il lodo Alfano è solo uno dei tanti interessi del gruppetto. L’altra era l’operazione di dossieraggio contro Stefano Caldoro, candidato PdL in Campania alle scorse regionali 2010. Le dimissioni di Nicola Cosentino si inseriscono proprio in questo quadro, visto che il sottosegretario all’economia avrebbe tramato alle spalle di Caldoro.

Il condizionale, è solo una scelta stilistica, quando si leggono le intercettazioni di Cosentino:

Il 16 ottobre 2009 Martino e Lombardi vanno a Roma per perorare la candidatura di Cosentino a governatore della Campania. «Stiamo andando proprio per parlare di te». Cosentino: «Bravo, bravo, bravo…». «Noi andiamo a mettere fine.. O dentro o fuori…». «Ma subito eh…».

«Io sono dell’idea che andiamo là e gli diamo un aut aut, diciamo voi siete con noi o contro di noi. Ti piace?». «Va bene, va bene». «Perché poi l’innamorato dei ricchioncelli è accompagnato dal papà…». «È questo il problema, hai capito eh…». «Se non si comportano bene con te, noi gli andiamo a dire: non ci chiamate più e andate a fare in culo». «Va bene». (…)

L’associazione segreta incomincia a diffondere la voce dei falsi incontri di Caldoro con i trans. Nick ’O Americano incontra Martino e l’assessore Sica al casello di Caserta Nord. Seguono telefonate che i magistrati ritengono rivelatrici «del carattere ricattatorio dell’operazione».

Il dossier contro Caldoro inizia a circolare. Cosentino però non è soddisfatto dell’eco che riscuote: «Io penso che sarebbe opportuno che queste cose venissero evidenziate in un modo diciamo meno, meno…». Martino: «E vabbè, ma questo prima o poi qualcuno lo farà, e non saremo né io e né tu».

Il 27 gennaio il tema è sempre lo stesso. Martino: «Qua la cosa importante è culattone». Cosentino: «Eh sì, sì, sì… Vabbuò, togliamo il culattone… Questo è l’obiettivo principale… Il fatto dei frocetti rimarrà nella storia»

Quest’uomo era, e purtroppo è, parte della classe dirigente di un Paese che si ritiene degno di stare nel G8, tra quelli che contano, nel 2010: facciamoci delle domande e diamoci delle risposte, come si dice in questi casi.

Altro hobby dei pensionati erano gli appalti: ah, come piace ai pensionati guardare i cantieri, ci passerebbero le ore. I tre della cricca agivano in maniera un po’ diversa rispetto agli umarells (in bolognese, vecchietti) ed erano anche attenti alle fonti rinnovabili e agli appalti che ne potevano nascere. E da lì parte tutto il filone dell’inchiesta sull’eolico in Sardegna.

E poi direte voi, che c’entra Cesare? Chi è questo Cesare? Malgrado Ghedini neghi d’ufficio che si tratti di Silvio Berlusconi, il “Cesare” cui i tre fanno riferimento nelle intercettazioni è chiaramente Silvio Berlusconi:

«Informeranno Cesare solo domani, perché non c’è», dice Carboni il 9 febbraio scorso, presumibilmente a proposito della candidatura alla presidenza della Campania; «amm’a vedé Cesare quanto prima», dice Lombardi riferendosi alle presunte «manovre » per la conferma del «lodo Alfano»; «credo che sia già arrivato nelle stanze di Cesare … i tribuni hanno già dato notizia», sostiene ancora Carboni a proposito dei tentativi di favorire il sottosegretario Nicola Cosentino. E sullo stesso argomento, di nuovo Carboni: «Ci deve dare una mano, insieme a Marcello il quale parla anche a nome del… di Cesare, capito? »

Le dimissioni di ieri di Cosentino quindi sono il primo pezzo di domino che cade per l’inchiesta Insider: il prossimo potrebbe essere Verdini, ma è più probabile che cada in disgrazia per qualche mese per poi riemergere.

Magari in tempo per le prossime elezioni, dato che altra indiscrezione – non più tale, ormai – è quella di un Cavaliere intenzionato a portare l’Italia al voto a primavera 2011

il premier sta tornando ad accarezzare l’ipotesi delle urne in primavera, quando ancora i suoi avversari non saranno organizzati e ci sarà la concreta speranza di bissare il successo del 2008. “Se si deve andare allo scontro il terreno lo scelgo io, non Fini”

Di quali avversari si parla? Di Fini? Del PD? Se parla del PD, è inesistente in questa fase esattamente come durante tutto il resto della legislatura, in un momento in cui avrebbe potuto cavalcare uno scandalo enorme che coinvolge esponenti di primo piano del Governo, si perde in mille rivoli.

E sul web di cosa si parla? Del codice QR, dei manifesti copiati dalla Lega, di un redivivo d’Alema intervistato oggi sul Corriere. E poi? Del nulla.