Palermo, omicidio avvocato Enzo Fragalà: la pista indicata dalla pentita

Una neo collaboratrice di giustizia di Palermo, Monica Vitale, parla di pista passionale per spiegare l’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà

di remar


Da una nuova pentita potrebbe arrivare la svolta nelle indagini sull’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà, ucciso a colpi di mazza nel febbraio dell’anno scorso a Palermo. L’uomo venne colpito a morte mentre era sotto il suo studio.

Monica Vitale, ha indicato un presunto movente passionale, sostenendo che il legale sarebbe stato assassinato da un killer mandato dai boss del mandamento Porta Nuova. I carabinieri indagano su alcune persone indicate dalla Vitale, che collabora da ormai un paio di mesi.

Rivelazioni tutte da accertare, gli investigatori sono al lavoro. Monica Vitale era la compagna di un mafioso che secondo gli inquirenti gestiva il racket del pizzo per conto del clan di Porta Nuova. E c’è da giurare che tutto il mandamento sia in subbuglio per l’avviata collaborazione con la giustizia da parte della donna. Il suo ex uomo era stato arrestato lo scorso luglio nell’operazione antimafia Hybris.

L’avvocato della Famiglia Fragalà Enrico Sanseverino ha commentato: “Si è messa in moto la macchina del fango e credo che la cosa migliore sia andare cauti. Incontreremo il procuratore aggiunto Maurizio Scalia. Sembra una vicenda impossibile”.

Le piste battute dalla Procura e dai carabinieri per ricercare il movente dell’omicidio sono state sempre le stesse: da quello professionale fino alla vendetta personale. La Procura ha passato al setaccio anche la situazione patrimoniale della famiglia per escludere un movente economico. E ogni volta che c’è stato un accenno ad un movente legato alla sfera passionale, gli inquirenti hanno sempre glissato. Adesso le parole della giovane collaboratrice sono come un pugno nello stomaco per la famiglia del penalista.

Quella dell’avvocato doveva essere, infatti, secondo quanto ha riferito ai magistrati la collaboratrice, una lezione che sarebbe finita in tragedia. E proprio sulla fine in ospedale del marito Silvana Friscia ha sempre avuto molti dubbi: “Mio marito era grave ma stazionario. Avevo chiesto di sequestrare le sacche dell’alimentazione subito dopo la morte di Enzo. È rimasto ricoverato nel reparto di Rianimazione travolto dallo scandalo per le dichiarazioni di Giuseppe Castorina che proprio Enzo aveva convinto a collaborare, svelando il malaffare della Sanità”.

Via | la Repubblica Palermo