Ore 12 – Ecco Cesare, l'”imperatore” (cavaliere, caimano, sultano) da … basso impero

Ave, Cesare! Ci mancava pure il Cavaliere sotto … mentite spoglie. Nell’inchiesta sulla nuova Loggia il premier viene citato ripetutamente, celato dal nome dell’imperatore romano. Per timore delle intercettazioni, non si usano nomi veri, ma la realtà sembra emergere con inquietante e desolante certezza. Al di là dei nomi coinvolti, stavolta Nicola Cosentino, Denis Verdini,

Ave, Cesare! Ci mancava pure il Cavaliere sotto … mentite spoglie.

Nell’inchiesta sulla nuova Loggia il premier viene citato ripetutamente, celato dal nome dell’imperatore romano.

Per timore delle intercettazioni, non si usano nomi veri, ma la realtà sembra emergere con inquietante e desolante certezza. Al di là dei nomi coinvolti, stavolta Nicola Cosentino, Denis Verdini, Claudio Scajola e tanti altri nel buco nero dell’eolico sardo, gli appalti per il G8, logge segrete, quel che emerge è sconvolgente sul piano politico ed etico: il “berlusconismo” ha creato e permesso meccanismi di tipo feudale.

Con vassalli, valvassori e valvassini che si sono mossi e si muovono utilizzando il potere, brandendolo come una spada, spremendolo come un limone. Solo ed esclusivamente per interessi personali. Ben oltre il: “Mi manda Picone!”.

Il Cavaliere “caimano” si è tramutato in “sultano”, poi, in un delirio di autoincensamento parossistico, il salto nella corona da “imperatore”, sotto il cui ombrello protettivo crescono e si agitano cricche e bande da basso impero.

Così l’Italia sprofonda. Così il populismo di Berlusconi crolla di fronte a una realtà che impoverisce e mortifica il Paese e punisce e sconvolge gli italiani.

Le regole democratiche sono calpestate, il Parlamento dei nominati è solo succube, le istituzioni dello Stato e gli organi costituzionali sono disprezzati, le televisioni sono sotto un unico padrone, la stampa è sempre più attanagliata, l’infezione della corruzione dilaga.

Di fatto, con Governo, maggioranza e Pdl dilaniati, l’Italia è senza guida.

Berlusconi reagisce come sempre, denunciando il clima “giacobino e giustizialista”, chiamando alla nuova crociata contro il “nemico”. Le idi di marzo sono lontane. Ma sull’”imperatore” grava l’ombra del suo … “Bruto”.