Rassegna stampa estera: legge bavaglio e intercettazioni

E’ di ieri la notizia che l’ONU ha invitato l’Italia a sopprimere o modificare la cosiddetta “legge bavaglio” sulle intercettazioni. E dopo averlo fatto a più riprese nelle scorse settimane, la stampa estera continua a concentrarsi sul caso. Così ha scritto ad esempio il brasiliano Terra Magazine lo scorso 18 giugno, quando sembrava che la


E’ di ieri la notizia che l’ONU ha invitato l’Italia a sopprimere o modificare la cosiddetta “legge bavaglio” sulle intercettazioni. E dopo averlo fatto a più riprese nelle scorse settimane, la stampa estera continua a concentrarsi sul caso.

Così ha scritto ad esempio il brasiliano Terra Magazine lo scorso 18 giugno, quando sembrava che la legge dovesse “restare in un cassetto

L´indignazione ha unito la sinistra e molti settori della destra non berlusconiana che hanno denunciato il tentativo del governo di coprirsi con un velo di impunità di fronte alla società e all´opinione pubblica: chi si trova sotto il velo è protetto, mentre chi denuncia la corruzione o tenta di portare i corrotti in prigione può essere punito

Per giustificarsi, Berlusconi parla di difesa della privacy e della necessità di evitare abusi giudiziari. Il “piccolo” dettaglio che una legge di questo tipo influenza i principi fondamentali del sistema democratico e repubblicano non ha sostenuto l´iniziativa del capo del governo. Ledere il diritto dei cittadini ad informarsi sulla politica gli è parso un problema secondario davanti alla lesione della privacy di molti VIP devastata dalle intercettazioni dei giudici. Scoprire che un ministro o un capo del ministero è gay non è tollerabile anche se la notizia emerge a margine di rivelazioni su tangenti e atti di corruzione. Sembra che – per il momento – la “legge bavaglio” rimarrà nel cassetto. Ma dimostra ancora una volta una concezione autoritaria del potere che può modificare definitivamente le regole del gioco democratico in Italia

Poco lontano, in Argentina, il Clarin ha commentato:

In questo modo il governo di Berlusconi cerca di nascondersi con un velo di indennità dinnanzi alla società e all’opinione pubblica: sotto questo velo le denunce di corruzione possono essere considerate reato, mentre la corruzione stessa sfugge alla Giustizia. La ragione ufficiale è la tutela del diritto alla privacy e la necessità di evitare abusi giudiziari. Tuttavia la conseguenza di una legislazione di questa natura è l’impatto sui principii fondamentali del sistema repubblicano e democratico. Il primo è il diritto dei cittadini ad essere informati sulle questioni pubbliche. Il secondo, l’esistenza di giudici indipendenti che possono indagare, portare alla luce e sanzionare gli atti di corruzione. La “legge bavaglio” voluta da Berlusconi per evitare che si indaghi su fatti di corruzione, mostra una concezione autoritaria del potere che trascende paesi e ideologie

In Austria Der Standard ha intervistato il giudice Armando Spataro, in un pezzo dal titolo “Più difficile contrastare la Mafia”:

STANDARD: In Italia la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ha suscitato grande scalpore. Come viene regolato in altri paesi l’utilizzo di questi dati?SPATARO: Secondo fonti attendibili, in Italia sono state intercettate lo scorso anno 108.000 telefonate. Il milione di telefonate di cui parla Berlusconi non è una cifra rispondente al vero. Mentre in Italia le intercettazioni devono essere autorizzate da un giudice, nel Regno Unito e negli USA sono i servizi segreti a controllare questo fenomeno. Il numero di telefonate intercettate è senza alcun dubbio superiore in questi paesi rispetto alla media italiana, per questo motivo la pubblicazione delle intercettazioni in questi paesi è stata resa più difficile

Lo spagnolo El Pais ha invece intervistato Giovanni Sartori:

Adesso sarà più cauto ed attento. Continua ad avere l’appoggio popolare e a vincere le elezioni. Dice: “ Sono così e agli italiani piaccio come sono, non cambierò”. Per proteggersi approverà la legge che limita le intercettazioni a fini giudiziari, fatto gravissimo perché danneggia l’azione della polizia contro la mafia, però a lui non sono mai importati questi danni collaterali.
D: Però la sensazione è che il fango abbia solo cominciato a uscire fuori.R: Usciranno foto e prove di tutti i tipi, ma si dirà che sono fotomontaggi, calunnie.
D: Il suo partito non gli crederà.R: Il Popolo della Libertà è una massa clientelare piú fedele di quella della Democrazia Cristiana. Tutti vivono di lui, il papi dà loro la pappina. Non si romperà tanto facilmente come la DC, hanno piú privilegi e piú potere locale, le regioni sono uno scandalo assoluto. È una rete feroce e vorace che conquista sempre più potere, un para-Stato che ha tutto l´interesse di continuare insieme. Tutti salgono sul carro del vincitore e lui li lascia fare. L’unica cosa che gli interessa è mantenere il suo patrimonio intatto, il resto è una grande mangiatoia