Ore 12 – Casini (forse) non lo fa solo per… le poltrone

Si può dire tutto di Pierferdinando Casini, ma non che sia lo “zerbino” di Berlusconi. Al leader dell’Udc non piace niente né del politico, né dell’uomo di Arcore e boccia inequivocabilmente sia il “berlusconismo” che il bipolarismo. Allora perché “ronza” attorno al premier? Per le poltrone? Il ragionamento sul governo delle larghe intese è meno

Si può dire tutto di Pierferdinando Casini, ma non che sia lo “zerbino” di Berlusconi.

Al leader dell’Udc non piace niente né del politico, né dell’uomo di Arcore e boccia inequivocabilmente sia il “berlusconismo” che il bipolarismo.

Allora perché “ronza” attorno al premier? Per le poltrone? Il ragionamento sul governo delle larghe intese è meno semplicistico e ha dignità politica.

Il Pd rifiuta il governo delle “larghe intese” di Casini perché prima di tutto c’è la pregiudiziale contro Berlusconi, il cui fallimento politico impone l’uscita del Cavaliere dalla premiership di qualsiasi nuovo governo.

Quindi Casini è isolato? No. Perché il modello delle larghe intese targato Casini è davvero trasversale ed è rivolto, stante il “no” del Pd e dell’Idv, “a chi ci sta”.

Ma il tutto non si ridurrebbe a un semplice ampliamento della maggioranza al centro (nuovo governo, nuovo programma). Guarda caso anche i finiani (oltre ai rutelliani ecc.) dicono sì a Casini.

Perchè tutto ciò che riconduce il potere alle trattative dei partiti e del Parlamento, e che dunque incrina il carisma della leadership berlusconiana, è benvenuto per la causa “comune”, cioè la lotta a Berlusconi.

Insomma una mossa non solo tattica: imbrigliando intanto il Cavaliere e poi, create nuove condizioni politiche con la nascita del “terzo polo”, spedirlo in pensione.

In questo quadro anche il “no” del Pd è … tattico. E Bersani, quatto quatto, tifa Casini. Anche per il finto assente … D’Alema.