Tutto sulla P3: piani, favori, appalti e giudici corrotti

L’inchiesta Insider della Procura di Roma ha scoperchiato un calderone immaginabile, ma a leggerlo – qui il pdf messo online dal Corriere del Mezzogiorno con l’ordinanza integrale – fa un certo effetto: il Potere si mostra per quello che è, cioè un luogo vuoto e senza speranza. Ma che cos’è questa P3? Di che cosa

L’inchiesta Insider della Procura di Roma ha scoperchiato un calderone immaginabile, ma a leggerlo – qui il pdf messo online dal Corriere del Mezzogiorno con l’ordinanza integrale – fa un certo effetto: il Potere si mostra per quello che è, cioè un luogo vuoto e senza speranza.

Ma che cos’è questa P3? Di che cosa si tratta? Che cosa faceva e che cosa aveva in mente questa ennesima cricca in cui affarismo, politica, appalti, magistratura, stringevano alleanza e amicizie impensabili o quantomeno discutibili e poco opportune? Vediamo di fare il punto della situazione.

Tutto dopo il salto.

L’operazione Insider della Procura di Roma, che ha indagato sugli appalti nell’eolico mette sul banco degli imputati nomi di primissimo piano della politica italiana. I tre nomi più pesanti, sono sicuramente quelli di Denis Verdini, coordinatore del PdL e di Marcello dell’Utri, senatore del PdL e tra i fondatori di Forza Italia, che recentemente si è visto confermare in appello la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, e Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia – di cui parleremo più approfonditamente in seguito. Di che cosa sono accusati i “pupari” di questa nuova P2? Su Repubblica si legge che

I “pupari” di questa associazione, definita dai magistrati “massonica” tanto da ipotizzare il reato di violazione della leggi Anselmi anche per Denis Verdini e Marcello Dell’Utri, erano il noto faccendiere ed ex P2 Flavio Carboni, il geometra tributarista, Pasquale Lombardi e l’imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Tutti insieme a tramare, a “nominare” politici e magistrati, a tentare di fare affari con milioni (molti transitati dal Credito Cooperativo fiorentino di Denis Verdini) da parte di imprenditori che facevano cordata con Carboni ed Arcangelo Martino. E, come dimostrano le numerose intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta, gli indagati riuscivano ad avere rapporti con i vertici della magistratura, del Csm, della Corte Costituzionale, e con molti capi di Procure italiane, non esclusa quella di Firenze che proprio in quei mesi stava indagando sul G8 , sui grandi appalti della Maddalena e sulla Scuola dei Marescialli

Ora avete i nomi dei protagonisti – un buon ritratto di Flavio Carboni, faccendiere sassarese al centro della vicenda, si legge sul Post – ma che cos’è la Legge Anselmi? Si potrebbe chiamarla anche legge anti P2, questo pezzo del Corriere, pescato nell’archivio – risale al 1992 – vi spiega nei minimi dettagli di cosa si tratti:

La cosiddetta legge Anselmi e’ la legge numero 17 del 25 gennaio 1982. Si tratta di 6 articoli contenenti “Norme di attuazione dell’ articolo 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento dell’ associazione denominata Loggia P2”. Infatti grazie a quella legge, la cui legittimita’ costituzionale venne affermata dalla Consulta nell’88, venne sciolta d’autorita’ la loggia del venerabile Licio Gelli e i beni della P2 vennero confiscati (articolo 5) (…) “considerano associazioni segrete e come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’ interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalita’ e attivita’ sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attivita’ diretta ad interferire sull’ esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonche’ di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”. L’ articolo 2 prevede per i promotori di tali associazioni la pena della reclusione da uno a cinque anni. I semplici partecipanti sono puniti con il carcere fino a due anni. I restanti articoli stabiliscono le procedure e gli effetti di tipo disciplinare in cui incorrono i dipendenti pubblici, civili e militari, che risultino, in base a fondati sospetti, appartenere ad associazioni segrete: tra l’ altro e’ prevista la sospensione dal servizio

Lirio Abbate, su l’Espresso, ricostruisce tutto lo schema, tutto il gioco di potere che era stato messo in piedi

Dall’indagine emerge che fra i personaggi vicini al gruppo che prendono pure parte alle riunioni durante le quali vengono impostate le principali operazioni sono Arcibaldo Miller, capo degli ispettori del ministero della Giustizia, il giudice Antonio Martone e il sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo. Per gli inquirenti in molte occasioni “appaiono fornire il proprio contributo alle attività d’interferenza”.

Dall’inchiesta denominata “Insider” si scopre, grazie alle intercettazioni, che Dell’Utri e Verdini sono in affari con Carboni, e con lui pianificano l’avvicinamento di alcuni giudici Costituzionali per tentare di influire sull’esito del lodo Alfano. La struttura di Carboni si impegna pure per candidare alla Regione Campania il sottosegretario Nicola Cosentino.

Il faccendiere non si priva di nulla, e così organizza anche operazioni di infiltrazioni degli apparati pubblici in Sardegna finalizzate sia al buon esito di un’operazione imprenditoriale sull’energia eolica e l’occupazione di posti strategici per il controllo delle pubbliche istutuzioni nell’isola (…)

Vi sono poi i collegamenti con Miller, al quale la struttura di Carboni chiede di effettuare ispezioni, in particolare a Milano dove la lista di Formigoni per le regionali era stata in un primo momento esclusa

Con tutta probabilità – purtroppo – nessuno farà mezz’ora di galera per tutto questo: ma si è aperto un bello squarcio su quelli che comunemente siamo abituati a chiamare “poteri forti”.

Foto | Flickr