Berlusconi, l’impunità e il paese per vecchi

La notizia di oggi non è tanto il fatto che Berlusconi abbia definito l’inchiesta sull’eolico che vede coinvolto Denis Verdini come “una montatura dei giornali“, ma una dichiarazione collaterale del premier, che rischia di passare inosservata. In merito all’arresto di Flavio Carboni per il caso nuova P2/P3, il Cavaliere ha infatti affermato che “non si


La notizia di oggi non è tanto il fatto che Berlusconi abbia definito l’inchiesta sull’eolico che vede coinvolto Denis Verdini come “una montatura dei giornali“, ma una dichiarazione collaterale del premier, che rischia di passare inosservata.

In merito all’arresto di Flavio Carboni per il caso nuova P2/P3, il Cavaliere ha infatti affermato che “non si mette in galera uno che ha settantotto anni“. Un’uscita che, a pensarci bene, sa un po’ di fregatura.

Non è l’Italia infatti il paese in cui 70 anni non sono troppi per fare il premier, 80 il minimo per diventare Presidente della Repubblica e 50 l’età in cui si è ancora “giovani speranze” della politica del futuro? In altre parole, la nazione con la classe politica più anziana d’Europa?

Abbastanza giovane per governare il paese – e non cedere un minimo di potere alle generazioni successive – ma a quanto pare già troppo decrepita, dopo i 75 anni, per poter andare in galera. A Milano, dove sono cresciuto, questo si chiama in un solo modo: ciurlare nel manico.

E l’uscita berlusconica assume tinte ancora più inquietanti e ridicole allo stesso tempo se pensiamo alle dichiarazioni di Don Verzè di ieri:

Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni. Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l’Italia

Ecco, altro che Lodo Alfano e compagnia bella: con un Lodo-vecchi che proibisca il carcere dopo i 75, Berlusconi a fine legislatura avrebbe già raggiunto il traguardo tanto agognato dell’impunità – per circa metà della sua esistenza terrena. Don Verzè permettendo, ovviamente.

Foto | Flickr.