Silvio Berlusconi: il play-old che piace al Vaticano di don Luigi Verzé

L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che


L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.

Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che erano stati fatti sulla partecipazione dello stesso Silvio Berlusconi alla festa di compleanno di Noemi Letizia.

Il Vaticano, che sovente, si occupa della vita politica dell’Italia in alcune occasioni avevo persino preso le distanze dal Presidente del Consiglio tanto che Gianni Letta durante un incontro pubblico con il cardinal Tarcisio Bertone dovette sostituire lo stesso Silvio Berlusconi.

Ad un anno di distanza da quel momento, così fortemente moralizzatore, il rapporto che il Vaticano ha con il leader del Popolo delle Libertà sembra essere migliorato tanto che in meno di sette giorni il nome del Premier è comparso sulle pagine dei giornali occupate dagli esponenti ecclesiastici.

Secondo le cronache della cena indetta da Bruno Vespa a casa propria, Silvio Berlusconi avrebbe fatto pace con lo stesso Tarcisio Bertone che fino all’anno scorso lo definiva peccatore. La benedizione ottenuta dal cardinale non è l’unica ricevuta dal Presidente del Consiglio nelle ultime ore.

Intervistato da Claudio Sabelli Fioretti, don Luigi Verzé ha fatto capire che il proprio soprannome, “il Berlusconi di Dio”, è tutt’altro che frutto di qualche burlone.

Parlando di Silvio Berlusconi ha dichiarato il sacerdote:

“Berlusconi è vissuto ai margini di un’epoca in cui il comunismo dava molto fastidio a questo Paese. Non è contrario ai comunisti. È contrario alla dottrina comunista. Quando entrò in politica io gli dissi tra le altre cose: “Ricordati che sei ricco”.

Berlusconi. Quando ha lasciato il San Raffaele, dopo l’aggressione con la statuetta del Duomo, ha cominciato a predicare l’amore. L’amore costa. Ma costa di più a quelli che non sono disposti ad amare. Io a Berlusconi l’ho detto: guarda che devi avere un’opposizione, altrimenti non duri.

Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni. Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l’Italia”.

Oggi Silvio Berlusconi ha 74 anni.

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