Meredith, Cassazione: “gioco erotico finito male, sottovalutati indizi su Sollecito e Knox”

Dietro il delitto di Perugia potrebbe esserci: “un gioco erotico spinto di gruppo, che andò deflagrando, sfuggendo al controllo”. Rudy Guede non agì solo quella notte.

di remar

    14.56 – La Cassazione nelle motivazioni depositate oggi sottolinea quelle che a suo avviso sono le falle della sentenza di appello che aveva assolto Sollecito e Knox: “molteplici profili di manchevolezze, contraddittorietà ed illogicità manifesta. Il giudice del rinvio dovrà porre rimedio nella sua più ampia facoltà di valutazione, agli aspetti di criticità argomentativa, operando un esame globale e unitario degli indizi, attraverso il quale dovrà essere accertato se la relativa ambiguità di ciascun elemento probatorio possa risolversi, poiché nella valutazione complessiva, ciascun indizio si somma e si integra con gli altri”.

    Questa: “valutazione osmotica sarà decisiva non solo a dimostrare la presenza dei due imputati nel locus commissi delicti, ma ad eventualmente delineare la posizione soggettiva dei concorrenti”. Sulla dinamica dell’omicidio, scrivono gli ermellini: il “ventaglio di situazioni ipotizzabili” va “dall’accordo genetico sull’opzione di morte” alla “modifica di un programma che contemplava inizialmente solo il coinvolgimento della giovane inglese in un gioco sessuale non condiviso” fino all’ipotesi di costrizione della studentessa inglese a partecipare a un “gioco erotico spinto di gruppo” degenerato nel peggiore dei modi.

    “La pronuncia impugnata – spiegano ancora i giudici – presta il fianco al lamentato vizio di violazione di legge e di difetto di adeguata motivazione nel passaggio cruciale della ricostruzione del fatto che attiene alla presenza di concorrenti nel reato, nell’abitazione nella disponibilità oltre che della vittima, della sola Knox, in quella maledetta serata, profilo che non va sicuramente inteso in un automatismo probatorio, ma che costituisce un segmento significativo nell’itinerario costruttivo”.

Il delitto di Meredith Kercher, uccisa l’uno novembre del 2007 a Perugia, potrebbe essere stato conseguenza di una “esclusiva forzatura” della vittima:

a un gioco erotico spinto di gruppo, che andò deflagrando, sfuggendo al controllo.

Così scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione che il 26 marzo scorso ha annullato con rinvio le assoluzioni in appello per gli imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito che invece in primo grado erano stati condannati, rispettivamente, a 26 e 25 anni di carcere. Rudy Guede, il ragazzo ivoriano condannato in via definitiva a 26 anni con rito abbreviato per il reato di omicidio in concorso, non agì da solo per la suprema corte.

Secondo la Cassazione, che in 74 pagine di motivazioni spiega l’annullamento con rinvio delle assoluzioni, la Corte d’assise d’appello di Perugia ha sottovalutato gli indizi emersi su Knox e Raffaele Sollecito nel processo di II grado per l’omicidio di Meredith Kercher. Ecco perché occore un nuovo procedimento che accerti tutte le responsabilità.

Nel marzo scorso mentre annullava le assoluzioni dei due ex fidanzati la Cassazione confermava la condanna per calunnia a carico di Amanda Knox che aveva tirato in ballo Patrick Lumumba accusandolo di essere presente nella casa del delitto quella notte.

Foto © Getty Images

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