Ping Pong speciale. Governo e opposizione, una sola regola: spartizione! Come e peggio di prima.

Bipolarismo e bipartitismo all’italiana: si legge Pdl (più Lega) e Pd (più Idv) ma i nuovi soggetti politici si spartiscono le poltrone usando le sigle dei vecchi partiti. Il terzo governo Berlusconi (domani alle 17 il giuramento) è oramai sulla dirittura d’arrivo. La difficile suddivisione degli incarichi (ministri, vice, sottosegretari) è stata fatta con il

Bipolarismo e bipartitismo all’italiana: si legge Pdl (più Lega) e Pd (più Idv) ma i nuovi soggetti politici si spartiscono le poltrone usando le sigle dei vecchi partiti. Il terzo governo Berlusconi (domani alle 17 il giuramento) è oramai sulla dirittura d’arrivo. La difficile suddivisione degli incarichi (ministri, vice, sottosegretari) è stata fatta con il minuzioso dosaggio dell’alchimista.

Sotto la sigla Pdl risultano lampanti le appartenenze ai “vecchi” partiti di riferimento quali Forza Italia e Alleanza Nazionale, all’interno di logiche ed equilibri da far rimpiangere i tempi più nefasti della prima Repubblica. Imperante il manuale Cencelli, considerato lo strumento più “raffinato” della spartizione partitocratica.

Il concetto è semplice, come lo scambio di figurine Panini: se a FI tocca una presidenza, a Lega e AN vanno due vicepresidenze. Più complicato “pesare” il sindaco di Roma o il presidente di una regione come la Lombardia: valgono un ministro, due presidenze?

Il caos (comunque la proliferazione) esploderà quando si passerà agli incarichi di Rai e altri enti pubblici: grande tensione, grandi minacce e grandi abbuffate di poltrone. E questo sarebbe il nuovo “governo del Presidente” con i partiti messi alla porta?

Idem (con le debite proporzioni) per l’opposizione. Nel Pd, gli incarichi nelle istituzioni (presidenze e vice presidenze di Camera e Senato ecc.) e nel partito (sarà così anche nel cosiddetto governo ombra) sono stati assegnati secondo l’appartenenza agli ex Ds ed ex Margherita e, ancor peggio, alle rispettive correnti interne.

Come si vede, diminuiscono i partiti, ma non le poltrone e le vecchie logiche del potere. Ciliegina sulla torta: sembra che Pdl e Pd siano d’accordo a fare subito una legge che annulli, con effetto retroattivo, i contributi pubblici a quei partiti esclusi dal Parlamento dopo il voto del 14 aprile. Una montagna di euro da togliere all’Udeur di Mastella, alla Sinistra arcobaleno, socialisti ecc. Una torta più grossa per Pdl e Pd…

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