Speciale: il terremoto dei manifestanti dell’Aquila scuote la blogosfera italiana

A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto. Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le


A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.

Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.

Scrive un utente di AgoraVox Italia:

“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

La tesi sostenuta dal blogger collima con quella di Luca Sofri. Scrive il direttore del Post sul proprio blog:

“La notizia è che i terremotati vogliono far sloggiare i disabili e non pagare le tasse. Un centinaio di manifestanti – si legge sul sito del Tg1 – tentano di forzare il blocco per raggiungere Montecitorio, già occupata da un corteo di disabili. Gli aquilani chiedono l’esenzione dal pagamento delle tasse”.

Stando a quanto pubblicato questa mattina dai quotidiani questo problema sarebbe stato parzialmente risolto ieri diluendo i pagamenti delle imposte nei prossimi dieci anni partendo dal gennaio 2011, data in cui i cittadini dell’Aquila ricominceranno a pagare le tasse.

Se quanto ipotizzato verrà confermato nei prossimi giorni anche dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il Governo prenderà ufficialmente le distanze dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio Giovanardi che ieri, come riportato dall’Ansa, aveva polemizzato con il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

“Quando vedo – ha dichiarato l’esponente politico – il sindaco dell’Aquila Cialente e l’ex presidente della provincia Pezzopane, ambedue noti esponenti politici del Pd, in giro per Roma alla testa dei manifestanti contro il Governo, mi corre l’obbligo di ricordare che da 13 mesi aspetto dagli amministratori locali le indicazioni di come spendere 12 milioni di euro stanziati nel maggio 2009 dal Dipartimento Famiglia per strutture per bambini, anziani, famiglie in difficoltà.

Se i suddetti capipopolo se ne stessero all’Aquila a lavorare per la ricostruzione, sicuramente non dovremmo registrare questi vergognosi, incredibili ritardi per la realizzazione di strutture che per loro responsabilità sono ancora totalmente al palo”.

Quanto dichiarato Claudio Giovanardi, arrivato agli onori della cronaca per quanto affermato sulla morte di Stefano Cucchi, è stato criticato anche da Gad Lerner sul proprio blog.

Scrive il conduttore dell’Infedele:

“I terremotati protestano davanti a Palazzo Grazioli. Ingrati! Che siano anche loro agenti nemici come i giudici e i giornalisti?”

Giovanardi, come osservato anche dall’utente di AgoraVox Italia, non è stato l’unico esponente politico criticato dai manifestanti. Oltre al Governo la protesta degli aquilani, stando a quanto sostenuto dall’Opinione, è stata indirizza anche contro il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.

“Il segretario del Pd – si legge sul sito – pare fosse stato avvertito: “non andare in piazza, non incontrare i manifestanti abruzzesi, lo sai che stanno con Di Pietro e non con te, potrebbero contestarti”.

Il segretario dei democratici non ha prestato orecchio ai consigli, quindi di buonora s’è incamminato per via del Corso. Ma prossimo a piazza Colonna è stato investito da una cascata di fischi.

“Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli”, così i manifestanti dell’Aquila hanno accolto Pier Luigi Bersani. La scorta del leader Pd ha gonfiato i muscoli, ma lui li ha rassicurati. Ormai la frittata era fatta”.

Di quanto successo al leader del Partito Democratico l’europarlamente Debora Serracchiani non scrive nulla sul proprio sito. Le considerazioni della collega di Bersani tengono in considerazioni solo la protesta contro la maggioranza.

Scrive Debora Serracchiani:

“Questi scontri hanno dissipato la cortina fumogena che gli show del premier a L’Aquila aveva creato. Cercare di ridurre al silenzio chi, difendendo la propria dignità, manifesta la rabbia e l’indignazione verso uno Stato che abbandona i più deboli è solo un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Della spettacolarizzazione dell’ipotetica ricostruzione fa accenno anche Pino Corrias sul blog che divide con Marco Travaglio e Peter Gomez.

Scrive il giornalista:

“Ora i terremotati non fanno più notizia. Vengono nascosti come cenere sotto al tappeto, come residuo di una storia andata in onda tanto tempo fa e che adesso ha già stufato. Ancora i terremotati? Basta con questi terremotati.
 
Stefania Pezzopane, assessore della giunta Cialente, mi dice: “Berlusconi è venuto a L’Aquila l’ultima volta a gennaio, sette mesi fa. Si è spaventato dei fischi. Da allora non si è più visto. Ha mandato un po’ di ministri, compresa la Prestigiacomo che ci diceva non preoccupatevi.

Come no: e perché mai dovremmo preoccuparci? Durante la campagna elettorale sono venuti tutti, deputati, sottosegretari, ministri. Berlusconi ogni tanto telefonava”. Ma quando è finita la campagna elettorale è finita anche la processione. Sono finite le promesse. Sono finite le telecamere. Ora tocca agli scudi, ai manganelli e a qualche ferito senza importanza”.

L’intervento di Debora Serracchiani colma, insieme a quanto ricordato da Giuseppe Civati sul proprio blog (dove riscrive i buoni propositi che Silvio Berlusconi fece all’indomani del terremoto), il vuoto che Pd ha lasciato in rete su quanto successo ieri a Roma.

Antonio Di Pietro, identificato dall’Opinione come l’interlocutore politico dei terremotati, scrive sul proprio blog:

“Sono al fianco degli aquilani che stamattina hanno protestato a Roma contro un Governo che li ha illusi e abbandonati. Gli scontri con le forze di Polizia sono vergognosi. Questa è una battaglia della disperazione. Una battaglia tra poveri che porta solo dolore. L’errore è aver bloccato i manifestanti e alzato il livello dello tensione. Anche i terremotati hanno il diritto di manifestare”.

Un messaggio di solidarietà analogo è stato redatto anche da Sabina Guzzanti, autrice del film “Draquila, l’Italia che trema”.

“Interrompo – scrive l’attrice – il racconto di viaggi per esprimere solidarietà e imbestialimento feroce per gli ordini che il governo ha dato alle forze dell’ordine e per il fatto che che le forze dell’ordine abbiano accettato di obbedire. Che vi succede italiani vestiti di blù? Accettate di picchiare i terremotati? Accettate che lo facciano i vostri colleghi più invasati e disperati?”