I manifestanti dell’Aquila manganellati a Roma: ma non era tutto a posto?

Sventolato come un clamoroso successo, quella della ricostruzione dell’Aquila era un fiore all’occhiello del governo Berlusconi, personalizzato e cucito con il filo del marketing su Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso. Oggi sembra che le cose non siano tanto ok: qualche migliaio – cinquemila, circa – di manifestanti è a Roma, e non sono proprio lì

Sventolato come un clamoroso successo, quella della ricostruzione dell’Aquila era un fiore all’occhiello del governo Berlusconi, personalizzato e cucito con il filo del marketing su Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso. Oggi sembra che le cose non siano tanto ok: qualche migliaio – cinquemila, circa – di manifestanti è a Roma, e non sono proprio lì per fare i complimenti per la gestione del dopo terremoto e della ricostruzione. Protestano, vogliono arrivare sotto Montecitorio, e chiaramente vengono manganellati:

A metà di via del Corso i manganelli della forze dell’ordine tornano a colpire. Due persone vengono ferite. “Guardate il sangue di un aquilano. La mia unica colpa è essere un terremotato” dice un ragazzo con la testa sanguinante. I manifestanti continuano a urlare la propria rabbia, sempre più intenzionati a raggiungere piazza Montecitorio. Alcuni hanno sfondato il secondo blocco e hanno raggiunto correndo piazza Colonna

Manganellate ai terremotati, allucinante. Però: i celerini non avranno usato troppo amore per vincere tutta questa invidia e questo odio dei manifestanti? Mah… che cosa chiedono di così incredibile gli aquilani, per cosa protestano? Vediamo dopo il salto.

Le rivendicazioni sono ben sintetizzate in questo pezzo del Corriere, ma le leggete di prima mano sul sito del comitato 3e32

I cittadini de L’Aquila non vogliono risse, vogliono solo farsi sentire dal governo. I manifestanti vorrebbero raggiungere la sede della Camera e successivamente quella del Senato per chiedere la sospensione delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (alcuni hanno già iniziato a versarle dal primo luglio). Chiedono il congelamento dei mutui e delle tasse, oltre a una serie di misure di sostegno all’occupazione e all’economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi. «Non si tratta di privilegi, ma equità e diritti – spiega Lina Calandra, giovane ricercatrice universitaria in corteo -. Noi siamo qui per difendere la nostra sopravvivenza. Secondo uno studio, se dovessimo tornare a pagare le tasse oggi, con uno stipendio lordo di 2 mila euro arriveremo ad avere 600 euro in tasca»

Qui sopra il corrierone, qui sotto un quote del comitato, molto più sintetico

RICHIESTE

Si chiede innanzitutto la sospensione per tutti di tasse e tributi, il congelamento dei mutui e una serie di misure di sostegno all’occupazione e all’economia (come più specificamente riportato nel documento SOLDI E DIRITTI).

Tali misure vanno inquadrate in una legge organica che preveda procedure snelle ed efficaci per la ricostruzione, finanziamenti certi anche attraverso una tassa di scopo o contributo di solidarietà.

Update ore 12.15:

Una parte di manifestanti, dopo aver forzato il secondo posto di blocco a via del Corso, e’ riuscita ad arrivare fino a piazza Montecitorio. Con i manifestanti anche i sindaci di alcuni comuni aquilani. Molti altri partecipanti alla manifestazione dei terremotati a Roma rimangono bloccati in via del Corso da mezzi delle Forze dell’ordine. I manifestanti fermi in via del Corso sono stati raggiunti dal leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro