Tranquilli! Arriva il … “Ghe pensi mi”!

Ma quale Cavaliere! Ma quale premier! Ma quale unto del Signore! Silvio Berlusconi è il signor “Ghe pensi mi” e basta! Lui è l’espressione del “vado, l’ammazzo e torno”. Gli altri (i comunisti, i giudici, i giornalisti, Fini, tre quarti degli italiani ecc.) creano problemi e tocca a lui risolverli. C’è una falla nel barcone

Ma quale Cavaliere! Ma quale premier! Ma quale unto del Signore!

Silvio Berlusconi è il signor “Ghe pensi mi” e basta! Lui è l’espressione del “vado, l’ammazzo e torno”.

Gli altri (i comunisti, i giudici, i giornalisti, Fini, tre quarti degli italiani ecc.) creano problemi e tocca a lui risolverli.

C’è una falla nel barcone del Belpaese e lui, impegnato a girare il mondo per spargere la lieta novella e organizzare le crociate contro i comunisti invadenti e invasori, arriva, tosto, a metterci la pezza. Il guaio è che a forza di metterci pezze, lui (e i suoi amici delle cricche) sono sempre più ricchi e l’Italia è in fondo al pozzo.

Prendiamo l’ultima sul ministro (si fa per dire) Brancher: una classica vicenda insostenibile dell’era berlusconiana. Questo bel tomo alla fine (in un quadro molto compromesso per la maggioranza) è “costretto” a dimettersi e il “Ghe pensi mi” si dice subito “d’accordo”.

Ma chi “c … o” l’aveva voluto ministro e difeso con i denti, quel Brancher? Giuseppe Stalin? O uno che risponde al nome di Silvio Berlusconi?

Con queste dimissioni da ministro si chiude una vicenda kafkiana, nata male e proseguita peggio, sintesi del termometro dello stato di caos in cui versano governo e maggioranza.

Per dare risposte serie alle crisi che travaglia famiglie e imprese c’è sempre tempo. Tranquilli! Tanto arriva, a cavallo, il “Ghe pensi mi”.

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