Ore 12 – Stavolta Berlusconi si fa male (non per colpa di Fini) …

Non c’è il “se” per lo strappo fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Caso mai il “come” e il “quando” sancire ufficialmente la rottura. Il bombardamento fra Premier e presidente della Camera dimostra che fra i due il menage è finito: soprattutto che il progetto del Pdl è al capolinea e che il partito del

Non c’è il “se” per lo strappo fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Caso mai il “come” e il “quando” sancire ufficialmente la rottura.

Il bombardamento fra Premier e presidente della Camera dimostra che fra i due il menage è finito: soprattutto che il progetto del Pdl è al capolinea e che il partito del “predellino” è stato un bluff riverniciato, ennesimo espediente del Cavaliere-imbonitore.

Presto, anche a chi non vede e non sente, si presenterà il nuovo scenario, con la crisi di governo e la relativa coda politica e istituzionale.

Crisi e rimpasto con Berlusconi ancora al timone? Crisi e nuovo governo con Berlusconi definitivamente defenestrato? Crisi e poi “governissimo” col placet del Colle? Crisi ed elezioni anticipate?

Prende piede, anche con fans nel Pdl, l’idea del Governo di larghe intese: cioè ufficializzazione della crisi, via Berlusconi, non elezioni anticipate ma soluzione parlamentare della crisi politica, esecutivo trasversale dei “migliori” per affrontare i nodi della crisi economica e far evitare al Paese la bancarotta .

Berlusconi sa che questa soluzione porta al suo ko finale. Quindi, infuriato, brandisce spade e minaccia.

Ma anche nell’opposizione c’è però subito un “no” pesante a questa ipotesi delle larghe intese, che viene dall’Idv. Posizione legittima, quella di Antonio Di Pietro.

Ma come non pensare che in Italia c’è sempre a un partito del ‘tanto peggio tanto meglio’ che si augura nuovi disastri per un pugno di voti?

Fra capi e capetti e falsi e finti leader, fortuna che un vero “nocchiero” c’è: Giorgio Napolitano. Non sarà facile evitarlo.

Berlusconi vedrà presto la differenza fra il capo dello Sato (ex allievo di Giorgio Amendola nel Pci) e i Follini, Casini, Rutelli (e Prodi).

E, stavolta, si farà male.