Roma è gay: Maurizio Brugiadelli della Destra giustifica i petardi contro il Gay Village

La scorsa notte, come spiegato in dettaglio su queerblog.it, un gruppo di sconosciuti ha lanciato contro il Gay Village di Roma dei petardi. Il gesto vandalico, già condannato da Gianni Alemanno e dal responsabile capitolino della sicurezza, è stato invece giustificato dalla Destra di Francesco Storace.Secondo Maurizio Brugiadelli, dirigente nazionale del partito dell’ex Governatore del

La scorsa notte, come spiegato in dettaglio su queerblog.it, un gruppo di sconosciuti ha lanciato contro il Gay Village di Roma dei petardi. Il gesto vandalico, già condannato da Gianni Alemanno e dal responsabile capitolino della sicurezza, è stato invece giustificato dalla Destra di Francesco Storace.

Secondo Maurizio Brugiadelli, dirigente nazionale del partito dell’ex Governatore del Lazio, i teppisti avrebbero agito perché provocati da una serie di cartelli pubblicitari affissi per la città nei quali si sostiene che Roma sia gay.

“Pretendo – ha dichiarato l’esponente politico – rispetto per la mia città. Vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta “Roma è gay” credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati.

Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani”.

Le persone a cui fa riferimento il collega di Francesco Storace sono, con molta probabilità, gli elettori di una destra scomparsa a livello nazionale ma ben presente nella storia di Gianni Alemanno.

L’amministrazione dell’ex Ministro dell’Agricoltura è da molto tempo segnata da episodi di violenza tanto che in un’occasione, a farne le spese, fu proprio il figlio dell’esponente politico.

Se dal 28 aprile 2008, giorno in cui Gianni Alemanno è diventato sindaco di Roma, alcuni esponenti politici ancora si rivolgono ad un gruppo di cittadini che in seguito non ha mai premiato la destra neofascista alle elezioni c’è evidentemente un fraintendimento.

O il primo cittadino di Roma non è riuscito a far capire ai propri elettori, colleghi compresi, che non è più il simbolo di un certo schieramento politico, tanto che al momento è tra le fila del Pdl, o una certa ambiguità politica è più utile che rimanga.

Senza gli estimatori di Pino Rauti, di cui lo stesso Alemanno è il genero, probabilmente la capitale avrebbe un sindaco di sinistra.