Napolitano chiarisce la sua posizione sulla legge bavaglio: “Non spetta al Quirinale suggerire soluzioni”

Le parole pronunciate dal Presidente Napolitano da Malta, dove si trova in visita ufficiale, in merito al disegno di legge sulle intercettazioni non lasciano spazio ad alcun dubbio: come avevo ipotizzato ieri mattina, sembra essere finita l’era della “moral suasion“.“I punti critici sono chiari”, ha detto Napolitano, precisando che “non spetta al Quirinale suggerire soluzioni”,

Le parole pronunciate dal Presidente Napolitano da Malta, dove si trova in visita ufficiale, in merito al disegno di legge sulle intercettazioni non lasciano spazio ad alcun dubbio: come avevo ipotizzato ieri mattina, sembra essere finita l’era della “moral suasion“.

“I punti critici sono chiari”, ha detto Napolitano, precisando che “non spetta al Quirinale suggerire soluzioni”, ma solo valutare obiettivamente, nell’ambito delle prerogative presidenziali, “se verranno apportate le modifiche adeguate alla problematicità di questi punti che sono già stati messi in evidenza”.

Posto che, con tutta probabilità, i tentativi di continuare un “dialogo” funzionale a guadagnare il consenso del Capo dello Stato sul disegno di legge non cesseranno, a questo punto sono configurabili diversi scenari.

Se l’approvazione del testo nella sua attuale versione incontra l’evidente opposizione del Presidente Napolitano, già sostanzialmente palesata, il Governo potrebbe anche tentare il colpo di mano ponendo la questione di fiducia, con una mossa che, tuttavia, risulterebbe azzardata, visto il crescente dissenso interno al PdL, e che oltretutto potrebbe anche non dissuadere lo stesso Capo dello Stato dall’idea di rinviare comunque il testo alle Camere.

Il rinvio dell’esame del disegno di legge, preannunciato in serata da Schifani, è chiaro indice dell’impossibilità di praticare, allo stato, la via della forza. Per cui, posta l’importanza del provvedimento per il Governo (e segnatamente per il suo Capo) sono possibili, a ben vedere, tre esiti di questa complessa vicenda politica.

L’ipotesi meno probabile è che la maggioranza si ricompatti e che si vada allo scontro istituzionale con Napolitano, il quale potrebbe anche astenersi dal rinviare una legge blindata dal voto di fiducia (benché nessuna norma glielo vieti).

Una seconda ipotesi, forse la più realistica, è quella per cui la maggioranza potrebbe anche apportare qualche modifica simbolica al testo, tale da consentire a tutti (Fini compreso) di ritenersi soddisfatti e di votare e promulgare l’atto. Tale eventualità presupporrebbe, tuttavia, pregressi e allo stato imprevedibili accordi tra le parti.

Una terza ed ultima ipotesi è che lo scontro politico si radicalizzi a tal punto da provocare una crisi di governo, concretizzando forse lo scenario più inquietante per tutte le forze politiche in campo, opposizione compresa.

(La foto di Palazzo del Quirinale è di antmoose, Flickr.it)

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