Legge bavaglio: a Reggio Calabria le vere intercettazioni illegali

Qualche tempo fa avevamo scritto del ritrovamento, in un ufficio della Procura di Reggio Calabria frequentato dal pm antimafia Nicola Gratteri, di una microspia, funzionante e dotata di un segnale che poteva essere captato in un raggio di venti metri circa. Nicola Gratteri è uno dei più famosi magistrati antimafia e ha scritto una serie

di bruno

Qualche tempo fa avevamo scritto del ritrovamento, in un ufficio della Procura di Reggio Calabria frequentato dal pm antimafia Nicola Gratteri, di una microspia, funzionante e dotata di un segnale che poteva essere captato in un raggio di venti metri circa.

Nicola Gratteri è uno dei più famosi magistrati antimafia e ha scritto una serie di libri sulla ‘ndrangheta, come Fratelli di Sangue. Negli ultimi mesi si è anche opposto con fermezza al ddl sulle intercettazioni, o meglio, la legge bavaglio ( il video qui sopra è un’intervista di Fratteri a Corrado Augias. Un’altra dimostrazione, se fosse necessario, dell’utilità di questa legge indegna).

Secondo un articolo del Quotidiano della Calabria, ci sarebbe un magistrato dietro la microspia trovata in Procura:

“un detenuto legato al clan di Pasquale Condello, detto il «supremo», parlando dell’episodio con i familiari in carcere, l’estate scorsa, avrebbe detto «gliel’ha messa ….» facendo il nome del magistrato. Il colloquio sarebbe stato intercettato dalla polizia penitenziaria e il verbale inviato alla Procura di Catanzaro che indaga sull’episodio essendo competente per i fatti che riguardano i magistrati reggini. Al momento, comunque, non ci sarebbero riscontri.”

Veleni e sospetti. Il clima a Reggio Calabria, anche dopo le rivelazioni del Fatto su una cena organizzata da alcune persone coinvolte in inchieste di ‘ndrangheta a cui ha partecipato il governatore calabrese Scopelliti, non è dei migliori.