L’udienza sulla questione del crocifisso davanti alla Corte di Strasburgo: cosa ne pensate?

Come ricorderete, nel novembre dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell’uomo si era pronunciata sulla questione dell’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane, sulla base del ricorso presentato dall’ormai celebre signora Lautsi. Il giudice di Strasburgo, in quell’occasione, aveva affermato che l’esposizione obbligatoria del simbolo costituisce “una violazione del diritto dei genitori ad

Come ricorderete, nel novembre dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell’uomo si era pronunciata sulla questione dell’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane, sulla base del ricorso presentato dall’ormai celebre signora Lautsi.

Il giudice di Strasburgo, in quell’occasione, aveva affermato che l’esposizione obbligatoria del simbolo costituisce “una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni”, nonché della libertà di religione degli stessi alunni.

Il Governo ha chiesto ed ottenuto successivamente un riesame della pronuncia da parte della Grande Camera della Corte. Ieri si è svolta l’udienza, ma bisognerà attendere ancora un po’ per il verdetto finale. In udienza, da un lato, il giudice Nicola Lettieri, rappresentante dello Stato italiano, ha sostenuto che non vi sarebbe alcun pregiudizio per la cittadina ricorrente…

…poiché l’unico limite da non varcare, in base alle garanzie assicurate dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, sarebbe quello dell’indottrinamento e del proselitismo di Stato. Ipotesi che – secondo Lettieri – non sarebbe dato ravvisare nel caso in questione, dal momento che la semplice esposizione di un simbolo come il crocifisso, espressivo del sentimento popolare a base dell’identità nazionale, non attenterebbe alla libertà di religione e di coscienza di nessuno.

Dall’altro lato, gli avvocati della Lautsi, Nicolò e Natalia Paoletti, hanno ricordato come l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sia stabilita, in Italia, da una normativa prerepubblicana e come la Corte costituzionale abbia successivamente riconosciuto il supremo principio di laicità dello Stato. Lo stato laico, hanno sostenuto gli avvocati evocando il rischio di una “tirannia della maggioranza”, non può identificarsi con alcuna religione, neanche con quella della maggior parte della popolazione italiana. La questione è molto controversa e ha suscitato aspre polemiche anche in altri Stati (diversi Paesi, come Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Russia e San Marino, hanno chiesto di intervenire a favore dello Stato italiano). Cosa ne pensate?

(Foto di Stefano Micheli, tratta da Flickr.it)