Un governo ombra del Movimento 5 Stelle: la proposta di Flores d’Arcais a Grillo

A guidarlo sarebbe Stefano Rodotà

di guido

Nella più antica democrazia d’Europa, quella anglosassone, dopo le elezioni non viene formato un governo: ne vengono formati due” inizia così un articolo di Paolo Flores d’Arcais sul Fatto di oggi. Il giornalista si riferisce alla prassi del “governo ombra” formato dalla coalizione uscita sconfitta dalle elezioni e incaricato di seguire da vicino il lavoro del “vero” governo e proporre al Parlamento soluzioni alternative o migliorative.

Quello che suggerisce Flores d’Arcais a Grillo è di formare un “governo ombra” a 5 Stelle:

Sarebbe dimostrazione di grande caratura istituzionale e coerenza democratica, oltre che di lungimirante intelligenza tattica, se i parlamentari del M5S si riunissero oggi (oggi, perché in politica è decisivo l’attimo fuggente, il kairòs che non perdona) per chiedere solennemente a Stefano Rodotà di formare il governo ombra di Sua Maestà il popolo sovrano.

Un governo ombra che, a differenza di quelli britannici, non sarebbe di minoranza:

Nell’Italia dell’Inciucio, infatti, a differenza che in Albione, il governo Letta jr. rappresenta la minoranza del paese, anche se verrà plebiscitato dagli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama. La metà dei parlamentari che quegli scranni occupa è stata eletta nelle liste del Pd, da cittadini che avevano udito Bersani giurare “con Berlusconi mai, nessun accordo per nessun motivo”

Il governo ombra Rodotà sarebbe quindi la risposta, magari con la collaborazione di Sel, che consentirebbe al movimento di Grillo di presentare organicamente le proprie proposte sui vari temi di governo, alternative a quelle delle larghe intese. Flores d’Arcais non fa altri nomi a parte quello di Rodotà, ma due giorni fa, sulle pagine dello stesso quotidiano, Riccardo Orioles lanciava una proposta analoga indicando anche alcuni possibili ministri ombra, come Zagrebelsky alla Giustizia, Landini al Lavoro, Strada alla Sanità e perfino Casaleggio alle Tecnologie.

In Italia sono già esistiti due governi ombra: il primo è il governo ombra del PCI, nel 1989, guidato da Achille Occhetto in opposizione al sesto governo Andreotti. In quell’esecutivo ombra siedevano sia Giorgio Napolitano (agli Esteri) che Stefano Rodotà (Giustizia). Il tentativo fallì perché in Italia, a differenza della Gran Bretagna, non ci sono regole che riconoscono lo status di premier e ministri ombra.

Tuttavia ci riprovò nel 2008 Walter Veltroni con il governo ombra del Pd, che aveva al suo interno Enrico Letta al Lavoro, Pierluigi Bersani all’Economia e Sergio Chiamparino alle Riforme. Il governo ombra del Pd venne sciolto da Dario Franceschini quando Veltroni si dimise da segretario