Servizio Pubblico, 25 aprile 2013: diretta di PolisBlog

SU PolisBlog la diretta della puntata di Servizio Pubblico, con ospite Roberto Saviano.

Di seguito trovate resoconto e gallery della puntata.
00.23 Finisce la puntata.

00.22 Il nipote di.

00.20 Vauro si commuove ricordando la sua battaglia in Cile, negli anni raccontati da Saviano.
00.17 Crudelia D’Alemon sull’affossamento di Prodi.

00.14 Si chiude con le vignette satiriche. Non cooperanti.

00.10 Pubblicità, poi Vauro.


Servizio Pubblico, puntata 25 aprile 2013 – FOTO

Servizio Pubblico, puntata 25 aprile 2013 - FOTO
Servizio Pubblico, puntata 25 aprile 2013 - FOTO
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00.09 Saviano chiude leggendo Eduardo Galeano:

Abbiamo una sola certezza: nel ventunesimo secolo, se ancora saremo qui, tutti noi saremo gente del passato millennio. E benché non possiamo indovinare il tempo che sarà, possiamo avere almeno il diritto di immaginare come desideriamo che sia. Nel 1948 e nel 1976, le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante? Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dalla automobile, non sarà programmata dai calcolatori, né sarà comprata dal supermercato, né osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattata come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare
(…) Gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, né paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro (…) nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché nessuno morirà d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; (…) la perfezione continuerà ad essere il noioso privilegio degli dei; però, in questo mondo semplice e fottuto, ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.

00.03 Saviano nota come il regime fosse strasicuro di vincere il referendum e invece il tentativo di coinvolgere le persone con idee diverse premiò i dissidenti.
00.00 Vediamo un altro frammento del film No.
23.58 Saviano quindi fa il riferimento al 25 aprile spiegando che “le lettere dei partigiani grondavano di felicità”. Il concetto è che con la felicità si abbattono le criminalità.
23.55 Saviano difende la possibilità di continuare a sognare. Poi spiega:

Le mafie mi hanno insegnato che loro organizzano la loro vita sull’infelicità. Sono organizzazione che moltiplicano l’addestramento all’infelicità. Partono dal principio che la realtà non si cambia.

23.52 Vediamo un altro frammento del film.

23.52 “Non facciamo vedere solo cosa non va, cosa è successo, ma cosa vogliamo”.
23.51 Saviano: “Quel referendum ha mostrato che le sinistre avrebbero potuto trovare un linguaggio che non mostrasse solo opposizione e contrasto ma che sapesse parlare anche agli altri”.
23.48 In onda uno spezzone del film, quello in cui i sostenitori del no mostrano uno spot ai dirigenti.
23.47 I sostenitori del no al regime si inventano degli spot in cui cercano di parlare agli altri.
23.45 Saviano cita il film dal titolo No, di Pablo Larraín, dedicato al referendum sul regime di Pinochet.

23.42 Roberto Saviano, accolto da molti applausi.

23.35 Santoro presenta Roberto Saviano. Che racconterà una storia, usando un film. Pubblicità.
23.32 Landini sostiene che “bisogna introdurre in Italia delle forme di reddito di cittadinanza”.

23.30 Dragoni sottolinea quanto pesino i paradisi fiscali sull’evasione.
23.25 L’intervento di Gianni Dragoni. Sull’evasione fiscale. Poi racconta di come il ministro dell’Economia Grilli abbia ancora oggi un conto in un paradiso fiscale.

23.20 La studentessa: “Noi siamo i partigiani, noi siamo i valori della resistenza. Noi siamo i soli a poterne parlarne”.
Santoro la contesta e sottolinea che i partigiani hanno sempre lottato contro chi ha la pretesa di essere l’unico a parlare di un determinato argomento.
23.18 La studentessa spiega che l’intenzione era quella di interrompere la partecipazione del ministro all’Ateneo di Pisa. Poi invita i Fassina ad andare via.
23.16 In studio parla lo studente Martino che qualche giorno fa ha contestato il ministro Profumo a Pisa. Sulla testa è visibile una ferita coperta da una benda.

23.14 Landini è preoccupato nel vedere aumentare la distanza tra i problemi della gente e la rappresentanza politica.
23.12 Travaglio e Giordano fanno notare che il Pd non ha votato nemmeno gli altri candidati. Poi Travaglio osserva che sarebbe bastato metà Pd per eleggere Rodotà.
23.10 La domanda a Fassina: “Perché non avete votato Rodotà”. Il democratico:

Non avrebbe avuto i voti per essere eletto. Non avrebbe avuto tutti i voti nemmeno del Pd.

23.06 Travaglio ovviamente cita anche le dichiarazioni di Napolitano che fino a 2 settimane fa escludeva con nettezza il bis del suo mandato.
23.05 Travaglio legge brani dei pezzi di alcuni suoi colleghi che si sono entusiasmati e commossi per il sacrificio di Napolitano.
22.59 L’editoriale di Marco Travaglio. Che critica Napolitano e Letta. Travaglio ironizza anche sull’atteggiamento della stampa italiana nei confronti del Capo dello Stato inteso come salvatore della patria.

22.55 Pubblicità.
22.54 Per Cacciari c’è un unico paragone possibile per la situazione italiana in cui la delegittimazione dei partiti è al suo punto massimo: la Germania di Weimar.
22.51 Per Cacciari Napolitano non era un tifoso del governo Pd-Pdl, ma si è ritrovato suo malgrado in questa situazione.
22.50 Ferrara: “Il vero responsabile politico del governo è Napolitano. Però non è lui a presiedere l’esecutivo, Letta dovrà farsi valere”.
22.48 L’intervista a Ferrara, secondo cui è stato smascherato il fatto che senza Berlusconi non si può fare un governo. Per il giornalista per molti anni in Italia si è negata la realtà.

22.46 Vediamo un brano dell’incontro, trasmesso via streaming, tra Letta e capigruppo M5S.
22.45 Fassina ritiene sia stato giusto cercare il dialogo con il M5S per il governo.
22.41 Landini accetterebbe un governo di scopo, anche se Pd-Pdl. Fassina lo rassicura e garantisce che il governo non durerà 5 anni. Poi spiega che il Pd ha sacrificato Bersani.
22.40 Landini boccia il governo di Pd e Pdl, che hanno programmi opposti, che non può rappresentare un cambiamento.
22.39 Per Landini serve un governo di cambiamento che sbatta i pugni in Europa. Cacciari reagisce:

Ma che caxxo vuol dire sbattere i pugni in Europa? Ti ridono dietro…

22.37 Fassina sul futuro del Pd invita a parlare più di programmi che di nomi e rimanda la soluzione al congresso.
22.36 Fassina sul governo Letta: “Ci potranno essere figure politiche per bilanciare la presenza di Letta e poi esponenti tecnici”.
22.34 Cacciari attende di conoscere il programma del governo di Letta e ammonisce: “Berlusconi non fa nulla gratis”.

22.32 Giordano nota che in questi anni non solo la politica ha rubato ma ha anche scritto leggi per costruire privilegi.
22.31 In studio anche Mario Giordano.

22.29 Per Landini non serve un governo a tutti i costi, ma che abbia durata breve e che miri a pochi provvedimenti, tra cui la riforma della legge elettorale per tornare tra qualche mese al voto.
22.27 Per Landini le parole di stasera di Grillo sono semplicemente un segnale di coerenza. Santoro insiste però dicendo che il governo di larghe intese è l’unica soluzione per evitare il voto con il Porcellum.
22.24 Per Landini non è stato ancora colto che la domanda che viene dalle manifestazioni è di cambiamento e di coerenza. Il sindacalista non capisce perché per l’elezione del Presidente della Repubblica non sia stata seguita la strada intrapresa con le elezioni di Grasso e Boldrini a Senato e Camera.
22.21 In studio anche Landini della Fiom.

22.20 Cacciari sul governo politico Letta: “Speriamo che sia operativo ed efficace”.
22.19 Cacciari: “Mettere insieme i partiti per il Pd vorrà dire uno sfracello”.
22.16 Cacciari non condivide la ricostruzione di Travaglio, ma ribadisce che il Pd, essendo così irrimediabilmente diviso, ha sbagliato tutto. Poi a Bersani:

Continuare a dire ‘noi’ è totalmente patetico.

22.14 Santoro legge la dichiarazioni di pochi minuti fa di Grillo che afferma di non voler mescolarsi con i politici dei partiti. Intanto quando Travaglio parla di inciucio che va avanti da 20 anni, Fassina definisce il giornalista “triste”.
22.12 Travaglio cita una dichiarazione di ottobre 2012 e un’altra dell’8 aprile 2013 di Enrico Letta che si dichiarava del tutto contrario all’alleanza col Pdl.

22.12 Santoro apprezza la bella immagine dei deputati grillini a colloquio con i manifestanti.

22.06 Un servizio racconta le tensioni nella piazza che avrebbe dovuto ospitare Beppe Grillo.
22.00 Pubblicità.

21.58 Fassina invita Travaglio a studiare la Costituzione. Il democratico non approva il linciaggio subito. Santoro rimprovera il pubblico in studio che fa ‘bu’.
21.57 Fassina: “Il principale responsabile della situazione che si è verificata a Beppe Grillo. Travaglio contesta l’affermazione”. Travaglio:

Vorrei scompisciarmi.

21.55 Fassina ammette nettamente le responsabilità del Pd che “non è stato all’altezza”. Poi però individua la responsabilità di Grillo il cui movimento non è stato disponibile a comunicare con Bersani.

21.53 In studio c’è anche Fassina. Santoro solidarizza per la contestazione subita sabato sera in strada a Roma.
21.51 Ferrara prevede una durata massima di due anni del nuovo governo Letta.
21.50 Bertazzoni intervista Bersani:

Il Paese ha bisogno di soggetti politici in grado di prendere decisioni, non di spazi politici. Rischiamo di non essere servibili.

21.46 Grillo adesso deve cercare di collocare la sua forza all’interno delle varie commissioni e condizionare il Parlamento. Per Cacciari però la strategia del M5S è stata corretta:

L’alleanza Pd-Pdl che si formerà col governo Letta è quello che Grillo voleva per tenere i suoi, per tentare di crescere il suo consenso. Grillo e Berlusconi non hanno sbagliato niente. Il Pd è in stato confusionale.

21.45 Cacciari osserva che quello di Napolitano è stato un discorso inaudito in una Repubblica parlamentare; il filosofo poi nota che il Capo dello Stato non aveva alternative.
21.42 Anche questa sera è ospite da Venezia Massimo Cacciari. Santoro ha apprezzato il fatto che Grillo sabato sera non si sia recato a Montecitorio.
21.38 Orfini non vuole fare il governo insieme al Pdl.

21.35 La Russa esce dal Parlamento in ambulanza. Molti cittadini parlano di inciucio.
21.31 Ascoltiamo dalla piazza voci molto critiche nei confronti del Pd. C’è anche chi piange.
21.29 Parte la copertina dedicata all’elezione di Giorgio Napolitano. Spazio anche alle proteste di piazza.
21.27 Un lungo prologo di Santoro, il quale parte dal ricordo di una sua battuta sui baffi di D’Alema, fino ad arrivare alla richiesta di cambiamento di cui il M5S si fa portatore, passando per la questione del presidenzialismo.

21.20 Inizia la puntata, sulle note di Antonello Venditti. Entra in studio Santoro che annuncia la presenza di Saviano.

Alle 21.10 torna l’appuntamento con Servizio Pubblico, il talk show di Michele Santoro in onda su La7. Questa sera la puntata, che PolisBlog seguirà in tempo reale come consuetudine, si intitola O la piazza o il re e sarà ovviamente incentrata sulla stretta attualità politica, nelle ore in cui Enrico Letta sta costruendo il suo primo governo.
Vista il giorno in cui va in onda il talk, ci sarà spazio anche per ricordare il giorno della Liberazione. Anche di questo si occuperà Roberto Saviano, ospite della puntata. Lo scrittore di Zero Zero Zero si renderà protagonista di una particolare perfomance per commemorare la liberazione dell’Italia dal regime fascista.
Non mancheranno Marco Travaglio, Giulia Innocenzi, Sandro Ruotolo e Gianni Dragoni. In chiusura le vignette satiriche di Vauro. E’ molto probabile che nel corso della serata intervengano altri ospiti, che, però, al momento non sono stati annunciati.
Servizio Pubblico, puntata 25 aprile 2013 - FOTO

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