Ore 12 – AAA Italia (s)vendesi

Bisogna ammetterlo, questi, i governanti, sono davvero “bravi”. Bravi a turlupinare. Si scrive “federalismo demaniale” ma si legge “fregatura”. L’Agenzia per il demanio ha già preparato un elenco da fare strabuzzare: 11 mila schede, 19 mila cespiti contenuti in cinque, seicento pagine diffuse in parte dall’Ansa . A fine luglio l’elenco definitivo. Un nome innocuo,

Bisogna ammetterlo, questi, i governanti, sono davvero “bravi”. Bravi a turlupinare.

Si scrive “federalismo demaniale” ma si legge “fregatura”.

L’Agenzia per il demanio ha già preparato un elenco da fare strabuzzare: 11 mila schede, 19 mila cespiti contenuti in cinque, seicento pagine diffuse in parte dall’Ansa . A fine luglio l’elenco definitivo.

Un nome innocuo, che cela la grande insidia della speculazione e della sottrazione alla collettività di beni finora di tutti.

Ci sono pezzi d’Italia pregiati e segmenti di grande valore culturale, storico e paesaggistico pronti a passare di mano, cioè ad essere liquidati, venduti (o svenduti ai soliti amici degli amici?) per fare cassa.

L’Isola di Santo Stefano, il Museo di Villa Giulia, la spiaggia del lago di Como. L’archivio di stato di Trieste, alcune vette delle Dolimiti, gli isolotti davanti a Caprera sono solo alcuni esempi dei “pezzi” a rischio.

Intanto il Premier gela i Governatori: «Le regioni devono capire che dovremo rassegnarci a diminuire le spese». Così il capo del Governo nella conferenza stampa che ha chiuso a notte fonda il vertice del G20 di Toronto, boccia i presidenti delle Regioni che minacciavano, nei giorni scorsi, di restituire le deleghe.

Prima la crisi non esisteva. Ora impazzano le sirene dall’arme. Presto ci diranno che bisogna vendere anche il Colosseo. Altrimenti addio tram, asili, scuole, ospedali. pensioni ecc.

Anche il barone De Curtis (Totò) si gira nella tomba.