Il sabato del villaggio. Berlusconi e Fini, matrimonio all’italiana

Canta Zucchero “Non c’è più rispetto neppure tra di noi … Non c’è più contatto”. Bella triste canzone. Brutta storia, invece, solo brutta storia quella fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, i due “separati in casa”, dopo una relazione iniziata ben 17 anni fa. L’alleanza del 1993 tra l’allora presidente della Fininvest e l’allora segretario

Canta Zucchero “Non c’è più rispetto neppure tra di noi … Non c’è più contatto”. Bella triste canzone.

Brutta storia, invece, solo brutta storia quella fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, i due “separati in casa”, dopo una relazione iniziata ben 17 anni fa.

L’alleanza del 1993 tra l’allora presidente della Fininvest e l’allora segretario del Msi ha cambiato (insieme all’avvento della Lega di Bossi) la vicenda politica italiana.

Ma adesso siamo alla fase finale di quella stagione, al redde rationem. Fini e Berlusconi sono oramai divisi su tutto.

Il Premier medita lo “strappo”, cioè le elezioni anticipate: addirittura ad ottobre (ma c’è la manovra da approvare in Parlamento, altrimenti addio Italia …), o al massimo in primavera.

Il Cavaliere pensa di prendere più piccioni con una fava: Fini, Bersani, Casini.

Ma anche Bossi dà segni di insofferenza e “scalcia”: vuole portare a casa il federalismo, subito. Altrimenti il Senatur è capace di girare le spalle e persino appoggiare un governo istituzionale, con Berlusconi fuori.

Ognuno tira l’acqua al proprio mulino. E l’Italia? Un semplice dettaglio. Appendice.

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