Firenze: l’IBM lavorerà con Matteo Renzi

Ad una settimana dal disastroso forum digitale del Partito Democratico, esemplificativo di questo flop sono state le recensioni di Vittorio Zambardino e Alessandro Gilioli, Matteo Renzi ha deciso di prendere le distanze dall’ignoranza telematica di Pier Luigi Bersani realizzando per la città di Firenze, di cui è sindaco, un progetto con l’IBM.La collaborazione con l’azienda


Ad una settimana dal disastroso forum digitale del Partito Democratico, esemplificativo di questo flop sono state le recensioni di Vittorio Zambardino e Alessandro Gilioli, Matteo Renzi ha deciso di prendere le distanze dall’ignoranza telematica di Pier Luigi Bersani realizzando per la città di Firenze, di cui è sindaco, un progetto con l’IBM.

La collaborazione con l’azienda è stata realizzata per migliorare la promozione dei beni culturali della città per la quale lo stesso Renzi, all’inizio del proprio mandato, aveva creato un comitato congiunto per l’innovazione.

“È importante che una realtà come il Comune di Firenze – ha dichiarato Matteo Renzi – non viva soltanto dei ricordi del proprio passato, ma abbia la forza di innovare. Con l’accordo firmato applichiamo il cambiamento a questioni concrete come il traffico, i beni culturali, la gestione dei documenti pubblici. Per Firenze è una grande opportunità: vuol dire guardare al domani con gli occhi rivolti verso il futuro e non con la testa girata verso il passato”.

Sostenere, alla luce di quanto il sindaco di Firenze sta facendo per la propria città, che il problema del Partito Democratico sono i vecchi dirigenti è scontato tanto da essere ripetuto appena possibile.

Per questo motivo, commentando la partnership che IBM ha stretto con il capoluogo toscano, vi invito a ragionare sull’elettorato di Pier Luigi Bersani. Se oggi il Pd ricorda i Ds la responsabilità è anche di chi alle primarie interne preferì l’attuale segretario a Ignazio Marino che, come è noto, intercettò il benestare dei più giovani.

A loro gli elettori più maturi non pensarono scegliendo Pier Luigi Bersani. Lamentarsi, come capita sovente, del Premier per via della sua, non più fresca, età è un gesto di pura ipocrisia che oltre a non far bene al partito rallenta il ringiovanimento del Paese che prima o poi avverrà.

Probabilmente lontano da Roma.