Il Porcellum e il vincolo di mandato

«Le elezioni sono anticostituzionali», tuonava qualche giorno fa Beppe Grillo sul suo blog. «Non possiamo scegliere il candidato. E nessun giornale ne parla. Nessuna televisione lo grida». In realtà “incostituzionale” e “anti-costituzionale” non sono sinonimi. Le leggi incostituzionali sono contrarie a norme della Costituzione. Quelle anti-costituzionali infrangono invece dei princìpi fondamentalissimi, il cosiddetto “nucleo duro”

di dario10

«Le elezioni sono anticostituzionali», tuonava qualche giorno fa Beppe Grillo sul suo blog. «Non possiamo scegliere il candidato. E nessun giornale ne parla. Nessuna televisione lo grida».

In realtà “incostituzionale” e “anti-costituzionale” non sono sinonimi. Le leggi incostituzionali sono contrarie a norme della Costituzione. Quelle anti-costituzionali infrangono invece dei princìpi fondamentalissimi, il cosiddetto “nucleo duro” inattaccabile della massima legge della Repubblica.

Ad esempio, il Lodo Schifani era incostituzionale. Ma la reintroduzione della pena di morte, o delle leggi razziali, sarebbe addirittura anti-costituzionale.

La Costituzione italiana, all’art. 67, prevede che «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Il che significa, in teoria, che un parlamentare dovrebbe sempre avere le “mani libere”. Ovvero dovrebbe poter votare o non votare un governo o una legge valutando – di volta in volta – quale sia l’interesse del paese. Un po’ come diceva di fare Dini nell’ultima legislatura.

In questo senso i gruppi parlamentari – e persino gli stessi partiti politici! – sarebbero una “devianza” del sistema. Essi legano deputati e senatori a un senso di fedeltà che non dovrebbe esistere. Insomma nessuno dovrebbe poter dire: «se non voti questa legge sei fuori dal gruppo parlamentare», o addirittura «sei fuori dal partito e non ti facciamo più rieleggere».

Tuttavia, per motivi organizzativi, pratici e anche democratici, i partiti sono stati definiti un “male necessario”.

Il famigerato Porcellum, cioè la legge con cui si eleggono i parlamentari italiani (voluta dalla maggioranza di centrodestra ma definita «una porcata» dallo stesso senatore Calderoli che l’ha scritta), potrebbe essere intesa come una legge anti-costituzionale. Infatti non consente nemmeno di scegliere i singoli parlamentari, e delega tutto il potere – molto più del “necessario” – ai partiti politici.

Ma l’assenza del vincolo di mandato è un principio fondamentale della Costituzione italiana? Oppure potremmo ipotizzare uno sbarco anche nel nostro paese di un sistema di revoca dei parlamentari?

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