Pomigliano: sì al referendum dei lavoratori Fiat, ma non è plebiscito

Sono ormai pressoché definitivi i dati dello spoglio del referendum Fiat sul futuro di Pomigliano d’Arco. Consultazione istituita tra i lavoratori per decidere se accettare o meno il piano del Lingotto, che aveva promesso di riportare in Campania la produzione della Panda – salvando così uno stabilimento a fortissimo rischio – in cambio di una

di luca17


Sono ormai pressoché definitivi i dati dello spoglio del referendum Fiat sul futuro di Pomigliano d’Arco. Consultazione istituita tra i lavoratori per decidere se accettare o meno il piano del Lingotto, che aveva promesso di riportare in Campania la produzione della Panda – salvando così uno stabilimento a fortissimo rischio – in cambio di una decisa riduzione dell’astensionismo e della quota di scioperi dello stesso.

L’Ad Sergio Marchionne aveva però chiesto un voto plebiscitario dei lavoratori, sottolineando che la Fiat faceva uno sforzo decisivo e controcorrente nel riportare in Italia una produzione che all’estero costa molto meno. Ma questo plebiscito, che ieri sembrava più o meno raggiunto coi primi dati intorno al 75% di sì, oggi è chiaramente venuto meno.

Dei circa 4800 lavoratori si sono recati alle urne ben il 95% – praticamente tutti – ma di questi solo il 62% si è dichiarato a favore dell’accordo; il 33% contro e il resto sono schede bianche e nulle. Ricordiamo che la sola Fiom aveva chiesto di votare contro, mentre tutti i grandi sindacati si erano schierati per il sì.

Evidente il panico del governo, che per voce del ministro Sacconi chiede che la Fiat non si tiri indietro. I sindacati più “estremisti” (Fiom e Cgil su tutti) prendono invece atto del sì, ma tra le righe chiedono al “padrone” di confermare l’investimento, ma ritirando le restrizioni ai diritti dei lavoratori. Botte piena e moglie ubriaca, in parole povere.

Di fronte a questa situazione ci sono tutti i presupposti perché la Fiat si tiri indietro, anche se non lo auspichiamo. Finirà che per non perdere il diritto di darsi malati i metalmeccanici del Lingotto otterranno di stare a casa tout court, un esito veramente paradossale ma in certo qual modo atteso. D’altronde siamo in Italia.

Diritto al lavoro sì, ma senza faticare troppo. In fondo lo sancisce la Costituzione.