Renato Schifani non è un lombrico e nemmeno una muffa: Travaglio condannato a pagare 16 mila euro

Dato che ci piace spesso riportare le posizioni e le acute argomentazioni di Marco Travaglio, è giusto dare conto su Polis anche delle disavventure giudiziarie in cui il giornalista del Fatto si trova ad incorrere. È di due giorni fa la notizia della sua condanna da parte della settima sezione civile del Tribunale di Torino


Dato che ci piace spesso riportare le posizioni e le acute argomentazioni di Marco Travaglio, è giusto dare conto su Polis anche delle disavventure giudiziarie in cui il giornalista del Fatto si trova ad incorrere. È di due giorni fa la notizia della sua condanna da parte della settima sezione civile del Tribunale di Torino a una ammenda di 16 mila euro, in favore di Renato Schifani.

La sentenza fa seguito alla causa intentata dal presidente del Senato contro Marco Travaglio in seguito alle sue affermazioni durante trasmissioni Che tempo che fa e Crozza Italia e per un articolo scritto per l’Unità. Il giudice ha ritenuto diffamatorio l’accostamento tra Schifani, le muffe e i lombrichi. Per il resto, quanto scritto sull’Unità e quanto detto a Crozza Italia – anche per i riferimenti alla mafia – sono stati giudicati pertinenti al diritto di cronaca, di critica e di satira.

Al Travaglio nazionale è andata comunque bene, dato che Schifani aveva chiesto un risarcimento per la diffamazione subita di 1.750.000 euro. Il commento del giornalista non si è fatto attendere: Questa battuta mi costa un po’ cara, ma ne è valsa comunque la pena.

Foto | Fazen