Julian Assange riappare a Bruxelles e sparisce di nuovo

Il Pentagono è sulle tracce di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks: ieri vi abbiamo raccontato il perché, sperando che Assange si palesasse, nel pomeriggio, a un incontro sulla libertà di stampa e la censura dell’informazione a Bruxelles. Ieri effettivamente Assange c’era a quell’incontro – lo si legge sul Telegraph per esempio – ma è

Il Pentagono è sulle tracce di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks: ieri vi abbiamo raccontato il perché, sperando che Assange si palesasse, nel pomeriggio, a un incontro sulla libertà di stampa e la censura dell’informazione a Bruxelles. Ieri effettivamente Assange c’era a quell’incontro – lo si legge sul Telegraph per esempio – ma è sparito di nuovo.

Destinazione? Ignota: si pensa Islanda, ma è solo un’ipotesi. Che cosa ha detto ieri il fondatore del sito che sta facendo tremare il Pentagono? Molte cose interessanti, altre già sentite ma che è sempre bene risentire per ricordarci che noi, Italia, siamo l’anomalia – basti pensare alla Legge Bavaglio e al Ddl intercettazioni Alfano.

Vediamo dopo il salto…

Ecco cosa scrive Neurope.eu sull’incontro di ieri:

A una domanda sull’arresto di Manning (il militare Usa che avrebbe fornito a Wikileaks il video “collateral murder” e centinaia di altri documenti secretati, ndr) Assange ha negato che Wikilaeaks abbia girato la soffiata sulla fonte al Pentagono. Wikileaks difende e protegge le sue fonti (…) Assange ha poi spiegato che tre legali sono in viaggio verso il Kuwait, dove Manning è attualmente detenuto, e che i tentativi di contattarlo finora non hanno avuto esito (…)

“Il diritto all’informazione (to communicate information, nel testo originale, ndr) è al di sopra di molti altri diritti”, e senza una informazione completa, ai cittadini viene negata la possibilità di scegliere, di prendere decisioni. Assange ha concluso “Quale Paese al mondo soffre per la troppa libertà d’informazione?”

Eccolo qui: la capitale è Roma, si chiama Italia.