Rifiuti, l’Italia rischia sanzioni per il caso Lazio

Sul versante “rifiuti”, la notizia della giornata – che rimbalza da un tg all’altro – è il deferimento dell’Italia davanti alla Corte di giustizia del Lussemburgo per le vicende legate all’emergenza napoletana e ai rischi ambientali e sanitari.In sordina, invece, passa l’avvertimento (con annessa “minaccia” di salatissime ammende) della commissione Europea relativa alla mancata adozione

Sul versante “rifiuti”, la notizia della giornata – che rimbalza da un tg all’altro – è il deferimento dell’Italia davanti alla Corte di giustizia del Lussemburgo per le vicende legate all’emergenza napoletana e ai rischi ambientali e sanitari.

In sordina, invece, passa l’avvertimento (con annessa “minaccia” di salatissime ammende) della commissione Europea relativa alla mancata adozione di un piano rifiuti da parte della Regione Lazio.

La giunta Marrazzo, secondo quanto si apprende, non avrebbe dato esecuzione al piano Verzaschi sui rifiuti che prevedeva, tra l’altro, l’installazione di sette impianti di termovalorizzazione (4 a Roma, 1 a Frosinone, 1 Latina e 1 a Viterbo) e l’individuazione di un sito per i rifiuti pericolosi.

La lettera di avvertimento è stata inviata ai sensi dell’articolo 228 del Trattato. Un articolo che si applica quando uno Stato membro non ha dato piena esecuzione ad una sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee. In questo caso, il riferimento, è a una sentenza pronunciata nel giugno 2007 dalla Corte di giustizia che aveva condannato l’Italia per l’assenza dei piani di gestione dei rifiuti di alcune regioni e province. Tra queste, c’è anche il Lazio. L’unica tra le richiamate che non ancora si è adeguta.