Pontida, il federalismo, e il generatore automatico di difese della lingua veneta di Zaia

La Lega ha questa abilità, noi che ne scriviamo siamo complici: forte di un grezzume e di una ruvidezza senza pari, riesce sempre a far parlare di sé. Ricordate la chiosa finale del post che avevate richiesto a tema Lega e federalismo? Lo scopo della Lega è sempre épater le bourgeois, scandalizzare i benpensanti. Mentre

La Lega ha questa abilità, noi che ne scriviamo siamo complici: forte di un grezzume e di una ruvidezza senza pari, riesce sempre a far parlare di sé. Ricordate la chiosa finale del post che avevate richiesto a tema Lega e federalismo? Lo scopo della Lega è sempre épater le bourgeois, scandalizzare i benpensanti.

Mentre è molto più divertente non scandalizzarsi, ma ridere di loro: come con il generatore automatico di difese della lingua veneta di Luca Zaia messo online stanotte dalle sempre ottime menti di Metilparaben: dateci un’occhiata e fate qualche refresh di pagina, merita, saltano fuori cose come

Siamo stanchi di sentire vicini di casa che si insultano in napoletano e romano. Ci sono decine di migliaia di inquilini rancorosi che si scannano per il riscaldamento centralizzato in veneto, e non penso che sia un´offesa. Noi vogliamo fare assemblee condominiali differenziate per pensare prima ai nostri cittadini, poi a quelli del resto del mondo

Facciamo un paio di passi indietro, a Pontida, a Fini, per spiegare come si arriva a tutto questo…

Nel weekend c’è stata l’oceanica adunata di Pontida: il consueto raduno leghista è stato molto ben analizzato da Gianfranco Fini (“La Padania? Non esiste“) uno che usa i neuroni che possiede – e che quindi, è chiaramente caduto in disgrazia – e mi trovo totalmente d’accordo con la spiegazione di Giulio nel post precedente. Esiste la Padania? No, ma… ci sono molti ma.

All’interno del raduno – chissà perché se lo fanno i leghisti è un raduno, un’adunata, se lo fanno i ciellini è un meeting, se lo fa il PD è una festa… sarebbe da analizzare queste divergenze lessicali, non sono da sottovalutare – Luca Zaia, si scaglia contro gli accenti che sente in tv, e non solo… ecco le sue parole testuali riportate dal Gazzettino

«Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. Ci sono decine di migliaia di persone che parlano e pensano in veneto. Non capiamo per quale motivo sarebbe un’offesa parlare in veneto e in bergamasco in televisione. Siamo stufi di sentir dire che c’è bisogno degli extracomunitari perché certi lavori qui non si vogliono più fare. Noi vogliamo pensare prima ai nostri lavoratori, gli altri si arrangino. È una superballa dire che c’è bisogno degli extracomunitari. Noi vogliamo fare liste di collocamento differenziate per pensare prima ai nostri cittadini, poi a quelli del resto del mondo»

Non distraetevi, il punto centrale naturalmente non è la questione dell’accento, sulla quale insigni pareri come quello di Roberto Castelli già si inserirono in passato. Questo è un ex ministro, nonché governatore di una delle regioni che trainano l’Italia, uno che spiega che “non c’è bisogno di extracomunitari”, che “vanno fatte liste di collocamento differenziate” in Europa, nel 2010.

Vorrei lo spiegasse a una riunione di Confindustria Veneto, che non c’è bisogno di extracomunitari, non so quanti sarebbero d’accordo con lui: ma lì era Pontida, aveva bisogno di fare il solletichino al ventre molle padano.