Rassegna stampa estera: l’Italia, la legge bavaglio e la mafia

La legge sulle intercettazioni sta suscitando tali e tante attenzioni da parte dei media stranieri da meritarsi, dopo quella di settimana scorsa, un’altra puntata della rassegna stampa estera di polisblog. Lo spagnolo El Periodico ha comparato esplicitamente la situazione italiana a quella del proprio paese: Se la Spagna fosse l’Italia le intercettazioni telefoniche del caso


La legge sulle intercettazioni sta suscitando tali e tante attenzioni da parte dei media stranieri da meritarsi, dopo quella di settimana scorsa, un’altra puntata della rassegna stampa estera di polisblog.

Lo spagnolo El Periodico ha comparato esplicitamente la situazione italiana a quella del proprio paese:

Se la Spagna fosse l’Italia le intercettazioni telefoniche del caso Gurtel (la “tangentopoli spagnola“, nda) non si sarebbero potute pubblicare fino all’udienza pubblica e poi solo in forma riassunta. Al contrario, i proprietari dei quotidiani avrebbero dovuto pagare una multa di quasi mezzo milione di euro e gli autori degli articoli sarebbero stati sospesi dall’esercizio della professione

L’austriaco Der Standard ha parlato esplicitamente di “Giorno nero per la libertà di stampa in Italia“:

L’associazione degli editori di quotidiani e il sindacato giornalisti da settimane porta avanti una battaglia contro la legge. I caporedattori di tutti i principali media hanno messo in guardia, insolitamente unanimi, sul pericolo di una “pericolosa minaccia alla libertà di stampa” con la nuova legge. Anche Vittorio Feltri del quotidiano di casa Berlusconi “Il Giornale” si è unito all’appello come pure il redattore del giornale vaticano “Osservatore Romano”, tradizionalmente conservatore. 275.000 cittadini hanno sottoscritto l’appello di attivisti per i diritti costituzionali e migliaia gli appelli a non firmare il testo sono stati inviati per email al Presidente Giorgio Napolitano. Molti lettori hanno recapitato al quotidiano La Repubblica foto in cui erano visibili volti imbavagliati. Da due settimane a questa parte i quotidiani italiani riservano articoli sulla questione giustizia con il commento: “dopo la legge bavaglio potreste non leggere più questo contributo.” (..)Molti giuristi sostengono che il divieto di pubblicazione è contrario al diritto all’informazione garantito dalla Costituzione. D’altronde il Presidente del Consiglio Berlusconi ha definito la Costituzione italiana un “inferno”. Governare l’Italia è una “vera sofferenza”

La svizzera Neue Zürcher Zeitung ha titolato “Berlusconi vuole limitare ulteriormente i poteri della magistratura“:

Il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi martedì si è lamentato del fatto che nel suo paese non è sovrano il popolo, ma i magistrati. E mercoledì mattina il “Cavaliere” si è ulteriormente lagnato che è un inferno governare secondo le regole della Costituzione italiana. Queste parole assai poco da statista stanno spianando la strada al governo per l’approvazione di una legge che mira a limitare sensibilmente non solo le intercettazioni dei giudici per le indagini preliminari, ma anche la cronaca delle indagini in corso da parte dei media. (..)Attualmente il conflitto di interessi di Berlusconi è particolarmente pesante, perché il magnate dei media in questo momento è anche Ministro ad interim per lo Sviluppo Economico e quindi direttamente responsabile della RAI. La legge sulla regolamentazione delle intercettazioni viene giustificata dal Governo con la tutela della privacy e con una presunta esplosione, che non avrebbe precedenti, delle intercettazioni. In realtà ogni anno vengono intercettati circa 120.000 “obiettivi”, ma l’80 per cento dei casi riguarda la criminalità organizzata

Ed è proprio sui crimini ambientali della criminalità organizzata italiana che si sono concentrati il francese Le Monde e il brasiliano Folha de Sào Paulo, che ha spiegato ai suoi lettori come “La Mafia italiana si arricchisce con affari che danneggiano l’ambiente “:

La regione di Napoli è quella dove si registra il maggior numero di reati contro l’ambiente (17%), seguita dal Lazio (12%), dalla Calabria (10%), dalla Puglia (9%) e dalla Sicilia (8,8%). Le cinque regioni del sud Italia, su un totale di 20, sono responsabili per il 58% dei reati. Nel 2009 il numero di arresti è aumentato del 43% e il numero delle denunce del 33%. La prefazione della relazione di Legambiente è stata scritta da Roberto Saviano, autore del libro “Gomorra” sull’impero economico della mafia napoletana. Le “ecomafie” ha scritto Saviano “hanno utili speriori a quelli delle maggiori industrie italiane come la Fiat e Benetton”

Il tedesco Focus ha illustrato le modalità della penetrazione della mafia nella Repubblica Federale:

“I mafiosi non amano molto gli spaghetti, non si tratta di questo”, ha detto il procuratore Cisterna. Qui i criminali si presentano come onorabili uomini d’affari. Utilizzano preferibilmente gli immobili per il riciclaggio di denaro. Il giurista ha spiegato: “Se si versano 700.000 € in banca in un solo giorno, questo non crea sospetti se, ad esempio, si possiede un supermercato, anche se non vende niente.” Per la sua ricchezza la Germania è una delle mete preferite dal capitale mafioso. “Un chicco di grano si nasconde meglio nel granaio.” Garavini ha detto che i mafiosi si sentivano relativamente sicuri in Germania perché credevano che la magistratura non potesse sequestrare tanto in fretta i loro beni all’estero. Ma una direttiva dell’Unione europea dello scorso anno fornirebbe la base per confiscare ai mafiosi condannati in Italia le loro proprietà in Germania. Pubblici ministeri e giudici dovrebbero finalmente cogliere quest’occasione. In Italia questo si è rivelato un mezzo efficace nella lotta alla criminalità organizzata, ha sottolineato Garavini. «La forza economica della mafia costituisce una parte determinante del suo potere criminale. Vale a dire: chi indebolisce economicamente la mafia, la priva di una parte del suo potere.»