Julian Assange: caccia all’uomo per il fondatore di Wikileaks?

Oggi dovrebbe parlare al Parlamento Europeo: ma Julian Assange è davvero nel centro del mirino? Il fondatore di Wikileaks sta davvero rischiando la vita? Facciamo il punto della situazione – spiegando anche a chi di voi non conosca le puntate precedenti, l’antefatto. Parte tutto dal video collateral murder, ve lo ricordate? Quel video atroce, nasceva


Oggi dovrebbe parlare al Parlamento Europeo: ma Julian Assange è davvero nel centro del mirino? Il fondatore di Wikileaks sta davvero rischiando la vita? Facciamo il punto della situazione – spiegando anche a chi di voi non conosca le puntate precedenti, l’antefatto. Parte tutto dal video collateral murder, ve lo ricordate?

Quel video atroce, nasceva dai contatti tra Bradley Manning, analista dell’esercito Usa di stanza a Baghdad e Adrian Lamo, ex hacker e attivista. Della loro chat potete leggere su Il Post

Manning scriveva da Baghdad e aveva bisogno di qualcuno con cui parlare delle sue frustrazioni nell’esercito e nella sua vita personale: si sentiva solo e isolato, senza prospettive e chiese a Lamo consigli su come comportarsi rispetto alla grande mole di informazioni segrete a cui disse di avere accesso. A un certo punto delle conversazioni online, Manning disse a Lamo che era stato lui a fornire a Wikileaks il video “Collateral murder” sull’uccisione di civili innocenti da parte di due elicotteri americani in Iraq

Bradley Manning, è stato arrestato giorni fa, e anche per Julian Assange, fondatore di Wikileaks, le cose non si mettono bene. Vediamo come.

Su PeaceReporter, qualche giorno fa, ecco come si riassumeva la vicenda

Julian Assange e’ ricercato dal Pentagono. Il fondatore del sito Wikileaks, specializzato nel pubblicare notizie segrete, e’ in possesso di un dossier contenente analisi, giudizi riservati e orientamenti strategici degli Usa sulla regione mediorientale che potrebbero mettere in crisi i rapporti diplomatici e sconvolgere gli equilibri geopolitici mondiali.

La ‘gola profonda’ di Assange sarebbe un giovane analista militare, Bradley Manning, che avrebbe scaricato le decine di migliaia di pagine di fascicoli riservati del Dipartimento di Stato. Le conseguenze dell’eventuale pubblicazione delle carte sono potenzialmente molto gravi, a giudicare dal commento di P.J. Crowley, portavoce del ministero degli Esteri Usa: “E’ una cosa che prendiamo molto sul serio. Il danno potenziale ai nostri interessi è molto alto”.

Arrestato in Iraq e rinchiuso in una base del Kuwait in attesa del processo (…) Ora nel mirino dei servizi Usa c’e’ Assange (…) La scorsa settimana era atteso a Las Vegas, ma ha cancellato la sua visita dietro indicazione dei suoi avvocati, che gli hanno suggerito di non andare negli Stati Uniti

Perché cercano Assange? Perché Manning gli avrebbe girato molto materiale riservato. Materiale che se uscisse, se venisse diffuso da Wikileaks, causerebbe terremoti geopolitici e grossissimi imbarazzi a Washington. Sul Daily Beast, un pezzo di ieri conferma che Assange oggi è a Bruxelles, nel pomeriggio parlerà alla conferenza – il link a inizio post – ma che c’è un problema. Il Pentagono, vorrebbe scambiare due parole con lui in privato…

Un portavoce di Wikileaks ha spiegato che Assange è arrivato domenica mattina a Bruxelles, e lunedì – oggi alle 14,30 – apparirà alla conferenza sulla libera informazione e sulla censura. Lì, svelerà la data entro la quale renderà pubblico il video di un raid aereo americano in Afghanistan, nel quale persero la vita 140 civili.

Le dichiarazioni della parlamentare islandese Birgitta Jonsdottir sull’arrivo di Assange a Bruxelles, non possono però essere confermate al 100%. Birgitta Jonsdottir non ha voluto svelare quale fosse la località di partenza per Julian Assange.

Vedremo oggi come andranno le cose in quel di Bruxelles. Intanto, se vi volete fare un’idea di chi sia Julian Assange, vi rimando questo ritratto uscito sul Post

Nato nel 1971 a Townsville (Queensland, Australia), Assange si è abituato presto a una vita senza una casa fissa. I suoi genitori lavoravano in una compagnia teatrale, così da ragazzino cambiò quasi 40 scuole e finì per frequentare l’università in sei atenei diversi. Quando aveva una ventina d’anni, Assange si appassionò all’informatica diventando uno degli hacker del gruppo “International Subversives”

Fidarsi del Pentagono? Assange sa bene che non si può. Soprattutto quando ti entrano in camera sei uomini armati fino ai denti dopo che hai fatto vedere al mondo un video. Se volete, sempre su Mother Jones, vi potete anche leggere una replica di Assange – via commento – a quanto affermato nell’articolo da David Kushner.