Ore 12 – Bersani come … Diogene?

Lo sforzo, o quanto meno un tentativo, Pierluigi Bersani e il suo Pd, lo fanno. Vedi la manifestazione di sabato. Non per ricostruire una identità e un progetto politico inesistenti, ma per battere un colpo e dire: “eccoci, noi ci siamo!”. Servirà? Chissà! E’ arduo recuperare il terreno perduto, detronizzare Berlusconi, scardinare il berlusconismo. Allora?

Lo sforzo, o quanto meno un tentativo, Pierluigi Bersani e il suo Pd, lo fanno. Vedi la manifestazione di sabato.

Non per ricostruire una identità e un progetto politico inesistenti, ma per battere un colpo e dire: “eccoci, noi ci siamo!”. Servirà? Chissà!

E’ arduo recuperare il terreno perduto, detronizzare Berlusconi, scardinare il berlusconismo. Allora?

Il Partito democratico “critica” Berlusconi e il Governo. Ma lo fa in termini propagandistici, per occupare uno spazio mediatico, per galvanizzare i suoi, per non perdere il proprio elettorato. Gioca in difesa.

Giogio Amendola, “maestro” dell’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, diceva: “Criticare per noi vuol dire comprendere e migliorare”. Questo era il Pci di “lotta e di governo”. In piazza, prima ancora dentro le fabbriche, nelle campagne e nelle scuole, poi in Parlamento con le proposte in mano.

Un “ora et labora” di stampo quasi francescano. Prima lo studio della realtà, la conoscenza, il pensiero, poi il coinvolgimento delle “masse” e la lotta, quindi la proposta, infine la trattativa, la mediazione. Per ultimo, la valorizzazione di quanto ottenuto, fosse anche una “briciola”. Di Vittorio docet.

Rivoluzione comunista? No, semplicemente “riformismo”, il passo dopo passo per l’affermazione degli “obiettivi intermedi”.

Pomigliano esiste (e Bersani finge di non vederlo), ma non è il detonatore di una crisi che mette in ginocchio il “liberalismo” (vallettiano?) di Marchionne, né il “liberalismo” populista e demagogico berlusconiano.

Il Pci togliattiano (e berlingueriano) avanzava lottando sui due fronti (contro il settarismo, contro l’opportunismo).

La Dc degasperiana (e di Aldo Moro), sostanzialmente, pur sotto diverse sembianze, faceva lo stesso percorso.

Oggi il Pd è fermo. Evidentemente non c’è posto né per Togliatti, né per De Gasperi. Tant’è che comanda Berlusconi.