Giuseppe Drago: l’esponente dell’Udc che non potrebbe fare politica

Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci


Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci possa stare.

Secondo quanto raccontato dal giornalista del Post l’esponente politico è stato condannato: a tre anni e otto mesi di reclusione, alla restituzione di 123 mila euro di cui si era impossessato indebitamente mentre lavorava per la regione Sicilia e alla interdizione perpetua dagli uffici pubblici.

La condanna è stata stabilita nel 2003. Da allora Giuseppe Drago ha continuato ad esercitare la propria attività politica malgrado la magistratura, sulla sua vicenda, si sia espressa più volte confermando sempre la decisione iniziale.

Del divieto posto da chi di dovere alla carriera politica del rappresentante dell’Udc non se ne parla più fino alla recente campagna elettorale, durante la quale si è discusso anche dell’illeggibilità di Roberto Formigoni e Vasco Errani (entrambi governatori, entrambi candidati per mandati che secondo la legge non avrebbero potuto esercitare).

E’ il 17 marzo 2010 quando alla Camera il deputato del Pdl Orsini tenta di risolvere il caso Drago che, nelle migliori tradizioni italiane, non trova una fine poiché per la seduta non sono stati preparati i documenti necessari.

Fatto sta che ad oggi, a tre mesi da quella discussione, Giuseppe Drago continua ad esercitare la propria attività parlamentare senza che nessuno si indigni. Eppure gli elementi per farlo ce ne sarebbero.

Oltre alla mancata approvazione di una sentenza, dettaglio non trascurabile, l’attività di Giuseppe Drago indebolisce il tentativo di emancipazione messo in atto da Pierferdinando Casini, leader del partito a cui appartiene l’esponente politico siciliano.

Fino a quando entrambi faranno parte dello stesso partito l’Udc non potrà diventare un’alternativa onesta all’attuale Governo dove, giusto per fare un esempio, il sottosegretario all’Economia e alle finanze è Nicola Cosentino.

Nicola Cosentino non sì è potuto candidare per diventare governatore della Regione Campania a causa del suo stretto legame con i Casalesi. Clan di cui ha scritto Roberto Saviano.