Attentato in Libia, ultime dall’ambasciata francese colpita a Tripoli

Due feriti gravi per l’esplosione che ha colpito stamani l’ambasciata francese di Tripoli.

di sara,

Alle 7.20 di stamani (le otto in Francia e Italia) nella villetta a due piani che ospita l’ambasciata francese di Tripoli c’erano solo due agenti della sicurezza, il personale diplomatico non era ancora arrivato quando una macchina imbottita d’esplosivo è esplosa, ferendo gravemente i due presenti e danneggiando visibilmente la struttura. L’accaduto, già presentato su cronacaeattualita.blogosfere.it non può non far pensare ad una vendetta djiadista collegata all’intervento francese in Mali, nonostante la ferma condanna delle autorità libiche, colpite dall’atto ai danni di un “paese amico”. L’operazione Serval sarebbe infatti un ottimo movente per la bomba, ma non si escludono per il momento anche altre piste. Per analizzare i fatti l’inchiesta sarà gestita direttamente da Parigi, che si è affrettata a inviare sul posto le squadre del GIGN, (Gruppo d’Intervento della Gendarmerie Nazionale), specializzato nelle operazioni di contro-terrorismo e nella liberazione degli ostaggi.
Il presidente François Hollande ha annunciato che “sarà fatta luce” sull’evento, come conferma il profilo twitter dell’Eliseo:


ed ha incaricato di seguire l’affaire il ministro degli affari esteri Laurent Fabius.
Mentre “Lybia Herald” annuncia che sarebbero state postate sul alcuni siti dei djaidisti libiani “canzoni celebranti l’attacco e che rivendicano una rivincita contro la Francia responsabile dei morti mussulmani in Mali”, si susseguono i provvedimenti, il liceo francese di Tripoli, situato nello stesso quartiere dell’ambasciata, è stato chiuso oggi fino a nuovo ordine e i genitori degli allievi hanno riferito all’AFP di aver ricevuto l’annuncio direttamente dal personale scolastico.

Nel settembre 2012 era stato il consolato americano di Bengasi, un altro precedente risale all’agosto 2011, oggi invece si tratta dell’ambasciata francese di Tripoli, colpita da un attacco che potrebbe non restare l’unico.

Photo by MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images.

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