Digitale terrestre: anche per il Tribunale Ue ci furono aiuti di Stato per promuovere i decoder

Ricordate gli incentivi economici che il governo Berlusconi concesse nel 2004 – 2005 per agevolare la diffusione del digitale terrestre e l’acquisto dei decoder (casualmente prodotti anche da una società controllata da un certo… Berlusconi)?Ai tempi qualcuno gridò allo scandalo, mettendo in evidenza che non era proprio corretto che si regalassero 150 euro di soldi


Ricordate gli incentivi economici che il governo Berlusconi concesse nel 2004 – 2005 per agevolare la diffusione del digitale terrestre e l’acquisto dei decoder (casualmente prodotti anche da una società controllata da un certo… Berlusconi)?

Ai tempi qualcuno gridò allo scandalo, mettendo in evidenza che non era proprio corretto che si regalassero 150 euro di soldi pubblici a quelli che volevano vedersi le partite di calcio a pagamento sul digitale terrestre e a quelli che producevano i decoder. Inoltre non era ben chiaro per quale motivo venisse incentivato solo il digitale terrestre e non quello satellitare.

La domanda fu posta alla Commissione europea, che a gennaio 2007 ha stabilito che si trattò di aiuti di Stato, dell’ammontare complessivo di 220 milioni di euro. Naturalmente Mediaset ha fatto ricorso (qualcuno ha parlato di conflitto di interessi? No, vero…) e ora il Tribunale dell’Unione europea, confermando l’intento persecutorio dei giudici politicizzati verso la B. Family, ha di nuovo dato torto a Mediaset. La società milanese nel frattempo aveva versato al ministero 6 milioni di euro, come rimborso degli aiuti ricevuti per i decoder: ora però li rivorrebbe indietro, dato che l’azienda sostiene di non aver avuto nessun beneficio dagli incentivi.

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