Atticismo Militante

Atticismo militante, ma cos’è, un nuovo movimento socioculturale, una brigata rivoluzionaria, un foglio di tendenza…? Nulla di tutto questo. Si tratta semplicemente del titolo della geniale vignetta di Stefano Disegni che sull’inserto satirico dell’Unità sbeffeggia selvaggiamente i salotti della Roma Bene, e la loro reazione all’elezione di Alemanno a sindaco della Città Eterna.Ne parla diffusamente

di luca17,

Atticismo militante, ma cos’è, un nuovo movimento socioculturale, una brigata rivoluzionaria, un foglio di tendenza…? Nulla di tutto questo. Si tratta semplicemente del titolo della geniale vignetta di Stefano Disegni che sull’inserto satirico dell’Unità sbeffeggia selvaggiamente i salotti della Roma Bene, e la loro reazione all’elezione di Alemanno a sindaco della Città Eterna.

Ne parla diffusamente Gianni Pennacchi su Dagospia, tracciando un azzeccato parallelo con le tematiche de La Terrazza, celebre film di Ettore Scola che già nel 1980 precorreva i tempi, tracciando impietosamente atteggiamenti e tendenze di certa borghesia di città. Certo Gassman, Tognazzi e Mastroianni, tutti peraltro all’apice della forma, erano ben altra cosa rispetto ai borghesi alti, ma piccoli piccoli (per citare anche Monicelli) della vignetta. Attori così potevano aiutarci a mandare giù la satira, mentre qui si rischia di raffrontarla alla realtà subendo un blocco della digestione, vista l’ora.

Ma non stiamo a farci sangue amaro, invece, e ridiamoci su. Quante volte vi sarà capitato di assistere a comparsate televisive che richiamavano il sauvoir faire radical-chic di certi ambienti. Ma soprattutto, quante volte il conformismo culturale tipico di ogni luogo della vita reale, soprattutto lavorativo, vi ha ispirato una risata interiore colossale? Ebbene quella risata li seppellirà, per citare Bakunin, perché una risata non ha colore ma è il parto di uno spirito libero.

Il Rosso e il Nero per una volta lasciamoli a Stendhal e fàmose du risate: