Elezioni amministrative in Sardegna: 6 Province al Pd e 2 al Pdl

A un anno e mezzo della sua trionfale elezione al posto di Renato Soru, Cappellacci è andato incontro a una sconfitta imprevista per proporzioni e in grado di provocare un terremoto anche alla Regione. La sconfitta del centrodestra lo costringerà ad accelerare il discorso sulla verifica di giunta e sul rimpasto politico. Saranno queste, secondo


A un anno e mezzo della sua trionfale elezione al posto di Renato Soru, Cappellacci è andato incontro a una sconfitta imprevista per proporzioni e in grado di provocare un terremoto anche alla Regione. La sconfitta del centrodestra lo costringerà ad accelerare il discorso sulla verifica di giunta e sul rimpasto politico. Saranno queste, secondo La Nuova Sardegna, le conseguenze dei risultati dei ballottaggi che ieri (pure con una affluenza bassissima) hanno portato il Partito democratico a piazzare in totale 6 presidenti di Provincia (Cagliari, Nuoro, Ogliastra, Sassari, Carbonia-Iglesias e Medio Campidano) lasciandone al Pdl solo 2 (Oristano e Olbia-Tempio).

Il centrosinistra conquista anche 4 sindaci importanti a Nuoro, Iglesias, Porto Torres e Sestu: per un totale di 11 a 3 che va oltre le più rosee aspettative del nuovo gruppo dirigente del Pd. Cinque anni fa, tra Province e grandi Comuni, il centrosinistra aveva vinto per 13 a 1.

Sfogliando i dati salta all’occhio che a Porto Torres si è consumata una sfida tra centrosinistra e sinistra (passatemi il termine): Luigi Beniamino Scarpa, sostenuto da varie liste civiche, la Sinistra e Idv, ha battuto Luciano Mura, che contava su una coalizione guidata da Pd, Unione popolare cristiana e Partito sardo d’azione.