Ore 12- Il Pd punta sulla soglia di sbarramento anche per le “europee”: cui prodest?

Mentre nel Partito democratico si sta aprendo la riflessione “critica” incentrata sulla “identità” e sulle “alleanze”, c’è chi alza ancora il “tiro”, incurante di arroventare il clima interno e provocare altri strappi nella ex area di centro sinistra. Il più solerte e determinato a perseverare nella “svolta” veltroniana del partito a vocazione maggioritaria è Dario

Mentre nel Partito democratico si sta aprendo la riflessione “critica” incentrata sulla “identità” e sulle “alleanze”, c’è chi alza ancora il “tiro”, incurante di arroventare il clima interno e provocare altri strappi nella ex area di centro sinistra.

Il più solerte e determinato a perseverare nella “svolta” veltroniana del partito a vocazione maggioritaria è Dario Franceschini, ex margheritino, vice del segretario e quindi anche “vice” responsabile del risultato del 14 aprile e dintorni. non certo esaltante per il Pd. Franceschini adesso propone di riformare la legge elettorale per il Parlamento europeo con l’introduzione di una soglia di sbarramento.

C’è stato lo sconquasso elettorale in Italia, perché non provarci anche in Europa? Questo sembra il filo del ragionamento. Paradossale? Mentre il presidente del Senato (e autorevole esponente del Pdl) Renato Schifani cerca la strada per dare canali di comunicazione e di rappresentanza a quei partiti come il Partito Socialista e la Sinistra Arcobaleno esclusi dal Parlamento ma presenti nel Paese, il vice segretario del Pd punta a fare il bis del 14 aprile, in Europa.

Se per il Governo nazionale c’era e c’è indubbiamente un problema di governabilità, per le elezioni europee non c’è l’esigenza di garantire la rappresentanza di tutti con il proporzionale puro? La proposta di Franceschini rischia di produrre la riduzione della rappresentanza democratica nel Paese e quel bipolarismo acchiappa tutto e “autoritario”, tutto da dimostrare che faccia bene all’Italia e all’Europa.

A pensare male, diceva Andreotti, si fa peccato ma spesso ci s’azzecca. Sarà mica, quella del buon Dario, una furbata per evitare che alle europee il Pd perda quei voti presi il 14 aprile grazie anche alla pesante campagna sul voto utile? I veti dei partiti nani hanno prodotti guasti a tutti noti. Ma la riduzione “chirurgica” degli spazi di rappresentanza democratica e della democrazia a chi fa bene, alla fin fine? Una domanda è lecita: ma la straripante vittoria di Berlusconi e della destra non ha insegnato niente a Franceschini e al Pd?