Iran, 12 giugno: notizie dei primi scontri da Teheran

Le voci corrono, arrivano notizie e le smentite conseguenti, le informazioni sono confuse: dopo l’invito dei due leader dell’opposizione Mousavi e Karroubi a non scendere in piazza (la manifestazione era prevista per oggi, ore 16, le 13.30 in Italia), ad un anno dall’elezione di Ahmadinejad, per non cadere nelle provocazioni dei guardiani, non sembra tutti


Le voci corrono, arrivano notizie e le smentite conseguenti, le informazioni sono confuse: dopo l’invito dei due leader dell’opposizione Mousavi e Karroubi a non scendere in piazza (la manifestazione era prevista per oggi, ore 16, le 13.30 in Italia), ad un anno dall’elezione di Ahmadinejad, per non cadere nelle provocazioni dei guardiani, non sembra tutti abbiano accettato di fare un passo indietro.

Nonostante le parole di Karroubi, che ha parlato di “complotto del governo illegittimo per provocare scontri in modo da poter creare una sorta di stato di polizia”. E ha aggiunto:

Quello che vogliamo sono libere elezioni, libera stampa e rispetto dei diritti del popolo”.

Immagine|Flickr

Teheran è presidiata dalle forze di sicurezza iraniane, per impedire che la situazione possa sfuggire di mano; secondo alcuni blog ci sarebbero dei principi di scontri nei pressi di via Jomhouri, sotto il ponte di Hafez. Sono tutte voci non confermate.

Come non confermati sono i video di you tube di stamattina, che ritraevano raduni di manifestanti in preparazione: difatti erano video vecchi di mesi.

Al momento difficile capire se alla fine della giornata ne uscirà vincitore il governo, visto che le proteste sembrano deboli e sporadiche, o se invece alle milizie di Teheran non sarebbe “dispiaciuta” una giornata violenta per stringere ancora di più la morsa.

Nel frattempo alcuni blog lanciano appelli per organizzare delle proteste anche sotto le ambasciate in ogni paese. Questo per esempio il messaggio di Golnar:

E’ passato un anno. Da quel giorno che con tanta speranza abbiamo partecipato alle elezioni presidenziali, da quel giorno in cui il bianco è stato letto nero e ci hanno privato del diritto di voto, rispondendo alle nostre manifestazioni pacifiche e legali con bastoni e proiettili…
E’ passato un anno dal golpe del 12 giugno 2009.

Abbiamo sofferto tanto, ci hanno arrestato, imprigionato e torturato, ci hanno picchiato con bastoni per la strada, ci hanno sparato… sono state uccise tante persone come “Neda” e “Sohrab”… tutto questo solamente perché avevamo chiesto “Dov’è il mio voto?”.
Dopo tutto questo siamo ancora insieme. La speranza e la passione per il cambiamento ci hanno fatto unire da diverse parti del mondo, superando le differenze.

Se tutto quello che hai visto e che noi abbiamo vissuto, non ti lascia indifferente, ti chiediamo di partecipare il 12 giugno unendoti alla nostra protesta, in cui rivendichiamo i nostri diritti, la liberazione dei prigionieri politici, il cessare delle esecuzioni, contro ogni pregiudizio di religione, razza e sesso.

Ahmadinejad NON è il presidente dell’Iran e ancora una volta chiediamo “Dov’è il mio voto?”.
Insieme al movimento verde in Iran, il 12 giugno 2010 ci vediamo davanti all’ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, Roma, Italia.