Ore 12 – Lavori in corso. Ricompattamento politico dei cattolici “pensanti”?

In politica, specie oggi, c’è chi agisce senza pensare. Ma c’è anche chi, prima di fare un passo, riflette. O almeno ci prova. In un meeting di alto profilo, (domani, venerdì 11 giugno ore 16 Sala della Mercede di Palazzo Marini della Camera dei Deputati), a pensare e a ripensarsi, ci provano i cattolici, o

In politica, specie oggi, c’è chi agisce senza pensare. Ma c’è anche chi, prima di fare un passo, riflette. O almeno ci prova.

In un meeting di alto profilo, (domani, venerdì 11 giugno ore 16 Sala della Mercede di Palazzo Marini della Camera dei Deputati), a pensare e a ripensarsi, ci provano i cattolici, o “certi” cattolici E fare il “punto” sul loro concreto agire politico.

Il titolo del convegno la dice lunga: “Magistero sociale della Chiesa e impegno politico dei cattolici oggi”.

Anche perché a movimentare il tutto ci penseranno il Prof. Claudio Vasale (ordinario di filosofia e politica del diritto e direttore corso di giornalismo alla Lumsa) e in particolar modo Mons. Mario Toso (segretario generale della congregazione pontificia Giustizia e Pace) e Mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato.

A mo’ di provocazione, ma non troppo, il Prof Fabrizio Fabbrini (ordinario di Storia e presidente associazione Codice di Camaldoli, manifesto sociale del cattolicesimo politico negli anni ‘40) lancia il sasso: “Da una scintilla può nascere un gran fuoco. Non sia mai che si giunga a un possibile ricompattamento del mondo cattolico all’insegna del magistero sociale della Chiesa”.

Ma che c’entra con l’attualità politica? Incalza il Prof Fabbrini: C’è un bipartitismo che costringe i cattolici a stare in schieramenti estranei all’orizzonte ideale della Chiesa, incapaci quindi di rappresentare le prospettive etiche di fondo del mondo cattolico e la visione cristiana della vita. E’ giunto il momento per i cattolici di ripensare i presupposti dell’agire politico, anche per uscire dall’equivoco della cosiddetta laicità, indefinito vocabolo con cui siamo soliti giustificare ogni tipo di azione politica“.

Conclude Fabbrini: “E in un orizzonte ove i riferimenti etici massimi sono gli articoli della Costituzione italiana, i cattolici dovrebbero avvertire l’inganno laicista che esclude il ricorso a valori trascendenti”.

La domanda cui dovrà rispondere il convegno di domani sostanzialmente è questa: esiste tra i valori cui richiamarsi in politica, oltre alla Carta costituzionale, anche una dottrina sociale della Chiesa cui attingere, richiamarsi e/o … adeguarsi?

In altre parole, e in modo ben più esplosivo, come diceva Fabbrini, si verifica la possibilità di un ricompattamento politico (e partitico?) dei cattolici all’insegna del magistero sociale della Chiesa. Terreno minato. Il tema è tutt’altro che astratto.

E il nodo, se sciolto, oltre ad accendere vecchie e nuove polemiche, potrebbe riaprire il gioco politico. E sfarinare la seconda Repubblica.