Intercettazioni: Filippo Facci spiega come si aggira la legge bavaglio

Oggi, come già anticipato nelle scorse ore, il Senato si dovrà esprimere sul ddl riguardante le intercettazioni su cui tanto si è detto e scritto nelle scorse settimane. Alle polemiche fatte fino ad oggi si sono aggiunte, da ieri, anche quelle relative al voto di fiducia, l’ennesimo, chiesto dalla maggioranza per approvare la legge. Se


Oggi, come già anticipato nelle scorse ore, il Senato si dovrà esprimere sul ddl riguardante le intercettazioni su cui tanto si è detto e scritto nelle scorse settimane. Alle polemiche fatte fino ad oggi si sono aggiunte, da ieri, anche quelle relative al voto di fiducia, l’ennesimo, chiesto dalla maggioranza per approvare la legge.

Se il ddl dovesse passare così come oggi è stato pensato, come sostiene Filippo Facci per il Post, è molto probabile che l’interpretazione della legge permetterà più libertà di quella che in realtà si pensa di non avere.

Scrive il giornalista di Libero:

“Le intercettazioni saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni, corruzione compresa. Ecco, questa è facilissima da aggirare: per rendere intercettabili certi reati, infatti, basta ipotizzarli come aggravati.

Del tipo: la rapina non è intercettabile, ma quella aggravata sì; l’estorsione non è intercettabile, ma quella aggravata sì. Eccetera. Per modificare un capo d’imputazione c’è sempre tempo: così, se a fine indagine il reato ipotizzato non prevedeva le intercettazioni com’era facile prevedere, tu intanto hai intercettato lo stesso.

Gli atti possono essere pubblicati non tra virgolette ma con un riassunto.  Bene, che cos’è un riassunto? Un articolo non è un riassunto? E un libro che cos’è? Non basta levare le virgolette punto e basta?
Poi: se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti da segreto, o peggio ne parla in tv, può essere sostituito dal capo del suo ufficio. Ma in teoria questo era possibile anche oggi, tranquillamente. Si chiama avocazione”.