Crisi: il Governo privatizza la sanità pubblica

A sette giorni dall’allarme lanciato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, secondo la quale i tagli previsti alla sanità pubblica non garantiranno ai malati le adeguate cure, il Governo Berlusconi prosegue il proprio ridimensionamento dei budget previsto il servizio ospedaliero italiano.All’interno della commissione Affari Sociali della Camera, per attenuare i tagli previsti sulla sanità pubblica, si


A sette giorni dall’allarme lanciato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, secondo la quale i tagli previsti alla sanità pubblica non garantiranno ai malati le adeguate cure, il Governo Berlusconi prosegue il proprio ridimensionamento dei budget previsto il servizio ospedaliero italiano.

All’interno della commissione Affari Sociali della Camera, per attenuare i tagli previsti sulla sanità pubblica, si sta pensando di agevolare i medici che privatamente eserciteranno la propria professione al di fuori dell’ospedale. Contrario al provvedimento si sono già detti Delia Murer del Pd e Antonio Palagiano dell’Idv.

Per un provvedimento non approvato ce ne sono altri due già in vigore. Secondo quanto denunciato dall’associazione Onlus Cittadinanzattiva i cittadini italiani che hanno contratto l’Aids a causa di una trasfusione di sangue non verranno più risarciti dallo Stato.

Chi dovesse contrarre il virus per colpa di un errore imputabile alle strutture sanitarie pubbliche percepirà un indennizzo non proporzionato all’attuale valuta dell’euro. I risarcimenti sono stati infatti vincolati al 1992, anno in cui fu prevista una legge a sostegno di questi malati.

Sempre in questi giorni l’Associazione Italiana Persone Down ha contestato l’innalzamento del tetto di invalidità deciso dal Governo per ridurre il numero dei falsi invalidi.

“L’innalzamento – si legge nel comunicato ufficiale dell’Associazione – della soglia percentuale dal 74% all’85% per vedersi erogare l’assegno mensile non colpisce in alcun modo i falsi invalidi, bensì principalmente persone con disabilità intellettive di media entità espulse dal mercato del lavoro per lo stigma dell’improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria. Il carico assistenziale ricade, ancora una volta, esclusivamente sulle loro famiglie.”