Il neonato rapito di Nocera e l’infermiera “italiana”: siamo un paese razzista?

Ci si chiede spesso se in Italia ci sia un clima razzista, o perlomeno più xenofobo rispetto agli altri paesi europei. Le risposte, come spesso accade, divergono: alcuni ritengono infatti che si tratti solo di un’emergenza mediatica con poco a che vedere con la realtà. Io credo che ci siano davvero dei segnali inquietanti, soprattutto


Ci si chiede spesso se in Italia ci sia un clima razzista, o perlomeno più xenofobo rispetto agli altri paesi europei. Le risposte, come spesso accade, divergono: alcuni ritengono infatti che si tratti solo di un’emergenza mediatica con poco a che vedere con la realtà.

Io credo che ci siano davvero dei segnali inquietanti, soprattutto nei media. Anche quelli insospettabili, schierati esplicitamente a sinistra. Prendiamo ad esempio il modo in cui “La Repubblica” on-line ha presentato durante la serata di ieri il caso del neonato rapito a Nocera.

Senza raggiungere gli eccessi di chi ha subito parlato di “due Rom”, il quotidiano del Gruppo Espresso ha citato ai lettori un solo attributo dell’identikit dell’infermiera: “E’ italiana”. Un indizio ben poco utile a riconoscere la rapitrice, in un paese in cui di italiani ce ne sono circa 56 milioni.

Qual è dunque la funzione di questo titolo, solo apparentemente assurdo? Quella di trasmettere un messaggio nascosto: “Normalmente i rapitori di bambini sono stranieri – in questo caso però si tratta di un’italiana”. Serve a convogliare l’idea di una “regola”, citando solo la presunta “eccezione”.

Ovviamente, chi ha scritto questo titolo con ogni probabilità non aveva l’intenzione cosciente di fare tutto ciò. Si è forse limitato a riprendere un lancio d’agenzia, che a sua volta avrà ripreso le parole di un poliziotto, che a sua volta – chissà – si rifaceva alle parole dei testimoni.

Ma il punto è esattamente questo: è proprio attraverso processi come questo che si comunica, si trasmette e si riproduce il senso comune. E il senso comune in Italia sembra essere abbastanza tendente al razzismo.