La Protezione civile non tornerà in Abruzzo finché ci sarà l’inchiesta sul terremoto! Parola di Silvio

Il premier Berlusconi sta approfittando dell’assemblea di FederAlberghi per concedersi uno dei gustosi siparietti per i quali è celebre in tutto il globo. Non potendo evidentemente avventurarsi a parlare di turismo dopo aver messo la Brambilla a “guidare” quel ministero (un impegno part time da abbinare all’organizzazione dei promotori delle libertà), il leader del Pdl

Il premier Berlusconi sta approfittando dell’assemblea di FederAlberghi per concedersi uno dei gustosi siparietti per i quali è celebre in tutto il globo.

Non potendo evidentemente avventurarsi a parlare di turismo dopo aver messo la Brambilla a “guidare” quel ministero (un impegno part time da abbinare all’organizzazione dei promotori delle libertà), il leader del Pdl ha cercato di ingannare il tempo sul palco esternando del più e del meno.

Una delle migliori uscite odierne riguarda l’Abruzzo e la Protezione civile: secondo il Capo del governo “la Protezione civile non si recherà più in Abruzzo finché dureranno le accuse per omicidio colposo avanzate nei confronti dei suoi dirigenti dalla magistratura. O almeno non potrà di farlo senza rendersi irriconoscibili perché rischia che qualcuno con una mente fragile, gli spari in testa”.

Una singolare interpretazione del senso dello Stato e della divisione dei poteri arricchita da un proclama dal vago sapore ricattatorio con una spruzzatina di “rischio attentati” che ci sta sempre bene e fa molto vittima del fato.

Se il giudici non mi fanno giocare a mani libere e con le mie regole personali, garantendomi l’immunità, io porto via il pallone! E tanti saluti a chi, eventualmente, avesse davvero bisogno della Protezione civile che, è bene ricordarlo sempre, non è animata dai magnoni della cricca, ma da migliaia di volontari e tecnici per lo più privi di ville, auto blu ed escort.

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