Esteri: niente facce nere sui muri delle elementari in Arizona

C’è una scuola elementare di Prescott, in Arizona, dove chiaramente vanno bambini figli di quella “razza” che non esiste che è la “razza americana”. Una scuola americana, in una nazione fondata sull’immigrazione, dove i veri nativi vivono nelle riserve: una nazione in cui ci sarebbe davvero poco da razzisteggiare. Ma i cretini abbondano anche lì,

C’è una scuola elementare di Prescott, in Arizona, dove chiaramente vanno bambini figli di quella “razza” che non esiste che è la “razza americana”. Una scuola americana, in una nazione fondata sull’immigrazione, dove i veri nativi vivono nelle riserve: una nazione in cui ci sarebbe davvero poco da razzisteggiare. Ma i cretini abbondano anche lì, superfluo dirlo. E’ la prevalenza del cretino, direbbe qualcuno.

Il murales di quella scuola in Arizona ritraeva anche un bambino nero, che spiccava particolarmente – una foto c’è sull’Huffington Post, qui sopra un video – Bé, leggete un po’ che fine avrebbe dovuto fare. Vi traduco parte del pezzo di Arizona Central, che vi suggerisco caldamente di leggere:

R.E. Wall, a capo del progetto del murales, ha spiegato che lui e gli altri artisti coinvolti venivano insultati dalle auto che passavano davanti al muro, posizionato in uno dei più trafficati incroci del centro

“E’ capitato spesso, per oltre due mesi, di avere gente che ci urlava frasi razziste dalla macchina. C’erano dei bambini a dipingere con noi, e arrivavano urla come (facile supporre qualcosa come “Nigga”, ndr) o frasi ed epiteti simili riferiti agli ispano-americani.

Per questo motivo, il preside della scuola, Jeff Lane, ha deciso di far schiarire il volto del bambino ritratto sul murales. Per farlo sembrare più chiaro e felice

Agghiacciante vero? Sarebbe finita così: ma sembra che il preside ci abbia ripensato, come ci racconta Mother Jones. Non che il fatto che abbia pensato di fare una cosa simile lo inserisca tra i papabili per il titolo di preside dell’anno…